Archivio storico della Camera dei Deputati

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Archivio dell'istituto per la storia del Movimento liberale

ISML
1885 - 1995


Storia istituzionale

L'Istituto per la storia del movimento liberale (ISML) fu fondato a Bologna il 16 dicembre 1972 come società cooperativa a responsabilità limitata. Le finalità dichiarate nell'articolo 2 dello statuto consistevano nel «provvedere alla cultura ed al perfezionamento dei soci, assisterli mettendo a loro disposizione i mezzi che possano arricchirne il bagaglio culturale, organizzare e promuovere per i soci biblioteche, circoli, congressi, dibattiti, conferenze, corsi di orientamento culturale, viaggi di studio, pubblicazioni culturali e quant'altro si ritenesse utile [...]» nell'ambito comune di interesse.
Ne fu promotore, ricoprendo poi la carica di presidente del Consiglio d'amministrazione sino alla liquidazione dell'Istituto stesso, Ercole Camurani, esponente liberale emiliano, allora segretario politico del Comitato regionale del PLI dell'Emilia Romagna e stretto collaboratore di Giovanni Malagodi che, divenuto nel giugno del 1972 ministro del Tesoro nel II governo Andreotti, gli aveva affidato la propria Segreteria presso il Ministero.
Il legame con Malagodi risaliva ai tempi del primo precoce impegno di Camurani nell'attività politica: si era iscritto al partito nel 1954, quindicenne, quando Malagodi assumeva la carica di segretario generale, e fin dal 1957 aveva avuto incarichi di rilievo in seno alla Gioventù liberale italiana, giungendo ad esserne vice segretario nazionale nel 1962.
Vulcanico nell'ideare occasioni e strumenti che dessero voce alle istanze del liberalismo e costituissero un canale per mantenere desto e rivitalizzare l'interesse per la proposta liberale, specie in un territorio come quello della sua regione connotato dalla forte e radicata presenza delle sinistre, si affermò presto come promotore culturale funzionale al Partito, o meglio alla linea politica impressa a questi dalla Segreteria Malagodi. Nel 1966 figura come incaricato nazionale dei circoli culturali della Gioventù liberale, ha partecipato in qualità di delegato al Consiglio dell'Internazionale liberale tenutosi nel 1962 a L'Aja ed è stato membro nel 1965 del Segretariato permanente della Gioventù liberale europea, a Bruxelles, aderendo anche all'impegno internazionale ed europeo promosso e voluto da Malagodi.
Componente essenziale del suo attivismo politico era la vocazione di pubblicista manifestatasi sin dalle prime esperienze nei gruppi studenteschi e nella GLI, insieme con la passione per la storia del liberalismo che lo portava a ricercare, raccogliere e divulgare ogni testimonianza, storica ed attuale, sul pensiero e sul movimento liberali. Le «Edizioni Reggio Oggi», i periodici «Alternativa», «Reggio liberale», «Scuola Aperta» lo vedono impegnato a metà degli anni Sessanta sul fronte di un'editoria legata al Partito e comunque finalizzata alla diffusione delle posizioni liberali.
Sul finire del decennio, tra il '68 ed il '70, prima della nascita ufficiale dell'Istituto, è curatore della ristampa, sotto forma di riproduzione facsimilare integrale o antologica, di periodici clandestini di ispirazione liberale nati tanto in Italia, quanto nei circoli italiani all'estero durante il Fascismo e la Resistenza: «Lo stato moderno» fondato nel 1944 da Mario Paggi a Milano, «La Libertà» nell'edizione napoletana del '44, «Rinascita liberale» fondata nel 1924 da Adolfo Tino e Armando Zanetti, «l'Avvenire liberale» edito a Losanna nel '45 e, ancora, «L'Observateur» bollettino del Comitato italiano di Bruxelles degli anni '28-'29, sono riproposti a sua cura nella collana «Atti e documenti del Partito liberale italiano», insieme ad altre testate e alla raccolta costituita dai due volumi de La stampa clandestina liberale 1943-1945, editi a Reggio Emilia nel 1968.
Negli stessi anni lavora alla redazione della Bibliografia del PLI e del Contributo alla bibliografia del liberalismo nel mondo pubblicati in bozze di stampa dal Partito; acquisisce, sempre per conto del Partito, l'archivio e la biblioteca di Alberto Giovannini; si adopera, in accordo con Malagodi, perché la Segreteria generale si doti di una adeguata biblioteca; collabora con la Fondazione Einaudi di Roma alla realizzazione di pubblicazioni ed alla promozione di convegni di studio, specie nell'area emiliana a cui lo legano tanto le sue origini, quanto il suo ruolo di segretario provinciale del PLI di Reggio Emilia, particolarmente attivo nell'intrecciare una fitta rete di relazioni con istituti, organismi e associazioni presenti sul territorio.
L'idea di fondare una cooperativa come strumento per incentivare la collaborazione tra circoli culturali di area liberale e promuovere lo sviluppo di attività comuni, almeno a livello regionale, è già in gestazione alla fine degli anni Sessanta, quando Camurani promuove un censimento di detti circoli e abbozza un progetto in tale direzione al fine di dare più respiro, più libertà di movimento e forse più risorse (anche economiche) all'insieme delle iniziative avviate.
La nuova prospettiva che sembrò aprirsi per il Partito con la partecipazione al Governo e la presenza di Malagodi nella compagine governativa, dopo gli anni del centro-sinistra, costituirono probabilmente un'ulteriore spinta alla realizzazione di quel progetto ed alla istituzionalizzazione di un'attività già in essere. Nacque quindi l'Istituto per la storia del movimento liberale che, fissata la sua sede nei nuovi locali acquisiti da Camurani per il Comitato regionale del PLI dell'Emilia Romagna, diede immediato impulso all'attività editoriale stringendo nuovi rapporti di collaborazione con l'editrice fiorentina Sansoni di Federico Gentile, l'editore Arnaldo Forni di Bologna, specializzato in ristampe anastatiche, e la Poligrafici di Reggio Emilia, che aveva già pubblicato diversi lavori di Camurani ed era editore di quotidiani quali le Gazzette di Reggio, di Modena e di Ferrara, radicate nella realtà emiliana e vicine agli ambienti industriali.
Già nel corso del primo anno di attività videro la luce le collane «Liberalismo nel mondo» e «Attualità e cultura politica» per Sansoni, che accolsero tra il '73 ed il '76 una trentina di titoli dedicati a classici del liberalismo internazionale come Hobhouse, Mill e Röpke, ai partiti liberali europei e d'oltreoceano, a interventi, proposte e analisi di liberali italiani. Forte restò in quegli anni l'apporto della Fondazione Einaudi di Roma, che patrocinò molte di tali pubblicazioni, uscite infatti a suo nome: il trait d'union fu sempre Camurani, presidente dell'ISML, segretario del PLI emiliano, consigliere nazionale del Partito e attivo nella Fondazione in quanto organizzatore culturale e referente di fatto per le pubblicazioni del Partito, ora guidato da Bignardi in sostanziale continuità con la linea di Malagodi, divenutone presidente.
Accanto all'attività con Sansoni, l'ISML, nella persona di Camurani, cura in quegli stessi anni per Forni il programma editoriale della collana «Archivio storico del movimento liberale», che fin dal 1972 propone la ristampa anastatica di testi e documenti rari e meno conosciuti del liberalismo italiano tra primo Ottocento e Fascismo. Prosegue intanto, tramite l'assegnazione di borse di studio e collaborazioni diverse, la ricerca delle fonti per la storia del movimento e soprattutto dell'antifascismo liberale, che si sostanzia in un ambizioso progetto di schedatura dei periodici liberali dall'Unità alla I guerra mondiale, di spoglio di articoli inerenti la materia, di acquisizione sul mercato antiquario di intere collezioni di riviste d'interesse, accompagnato dall'esame della documentazione conservata presso l'Archivio centrale dello Stato, anch'essa acquisita in fotocopia per confluire nell'archivio che si sta costituendo presso l'Istituto. Nel 1974 viene pubblicato con Forni I rapporti a Mussolini sulla stampa clandestina: 1943-1945, primo volume della nuova collana «Documenti per la storia del nostro tempo», che nel giro di un anno e mezzo vedrà l'uscita di altri quattro titoli, mentre si promuovono manifestazioni sulle figure di Piero Gobetti e Giovanni Amendola, si lavora all'acquisizione dell'archivio Alessio e contemporaneamente si sponsorizza uno studio di analisi comparata su linguaggi e programmi dei par-titi liberali europei e si organizzano in sede locale convegni sull'istituto Regione e sulla programmazione regionale.
Nel descrivere anche sommariamente l'attivismo forse un poco spasmodico di quegli anni, è tuttavia difficile distinguere sempre, pur sulla base della documentazione, l'attività propria dell'ISML da quella di Camurani: sono pervenuti due distinti archivi, anzi tre, se si considera anche quello del Comitato regionale PLI Emilia Romagna, ma la figura - diremmo - preponderante di Camurani ed il suo cumulare più ruoli e funzioni, si sono tradotti in una sedimentazione delle carte che spesso non consente di discernere con certezza tra quanto spettava all'una o all'altra carica da lui ricoperta. È probabile anzi che la commistione delle carte rispecchi proprio quella dei fatti: che l'ISML si identificasse sostanzialmente con Camurani e che questi considerasse il lavoro dell'Istituto, la responsabilità nel Comitato regionale del PLI, l'attività con la Fondazione Einaudi, come espressioni diverse ed insieme strumenti intercambiabili del proprio modo di intendere l'impegno politico. Ne darebbero conferma, tra l'altro, le difficili vicende degli anni successivi, che videro accrescersi il processo di identificazione tra ISML e Camurani, accomunati da un progressivo allontanamento dal Partito e dalla faticosa ricerca di nuovi equilibri.
Il 1976 costituisce infatti un discrimine nella storia dell'Istituto ed in quella del suo principale fondatore. Nel PLI, dopo anni di difficile confronto interno, anche se sopito da una tradizione centralizzatrice, la flessione sempre più rilevante del consenso elettorale portò nel febbraio 1976 ad un cambio di indirizzo politico e all'elezione di Valerio Zanone a segretario generale con il sostegno delle correnti di sinistra. Malagodi divenne presidente d'onore, conservando il carisma che gli veniva da più di vent'anni di direzione, ma perdendo ed in parte rinunciando ad un ruolo operativo. Il cambio di linea ebbe naturalmente ripercussioni sugli strumenti che il Partito riteneva opportuno utilizzare per il conseguimento dei suoi fini e forse l'Istituto fu «sacrificato alle emergenze della politica quotidiana», per usare un'espressione con cui Malagodi sintetizzò, dieci anni dopo, il rapporto tra Partito ed Istituto (1). Certo è che fin dal '76 sembrano scemare i contributi finanziari del Partito per le attività editoriali promosse dall'ISML, mentre si assiste ad un progressivo raffreddamento dei rapporti reciproci. Camurani lascia la politica attiva dimettendosi dalla carica di segretario del PLI emiliano, lamenta che la politica disconosca il valore della ?storia' e si ripropone, in assenza di un sostegno costante da parte del Partito, di orientare l'attività dell'Istituto nella direzione di una maggiore autonomia (2).
Chiusa sostanzialmente la collaborazione con Sansoni, ormai in amministrazione controllata, prosegue con Forni la pubblicazione della collana «Documenti per la storia del nostro tempo», sempre più orientata a valorizzare fonti documentarie per la storia dell'antifascismo liberale e democratico, anche attraverso la riedizione di periodici della prima opposizione clandestina, che continua con «Pietre», «Il pungolo», «Non mollare», «Il Risorgimento» e «L'antifascista».
Tra il 1977 e il 1978 i tre «Quaderni dell'ISML» dedicati a Luigi Einaudi, Marco Minghetti e Giovanni Amendola, confermano la vocazione storica dell'Istituto che, secondo le parole del suo presidente, ha «il compito di coprire un vuoto istituzionale presente nella cultura politica italiana: la raccolta, conservazione e fruizione del patrimonio documentaristico e bibliografico della storia del movimento liberale [...]» (3). L'Istituto quindi si connota vieppiù come possibile centro di studi, provvisto di una notevole biblioteca e di un rilevante corpus di archivi di personalità del mondo liberale, nei cui confronti svolge la funzione, altrimenti trascurata, di polo di conservazione.
Stando alle relazioni di Camurani al Consiglio d'amministrazione o al testo di alcune sue lettere, l'Istituto ha già acquisito, a quella data, gli archivi Giovannini, Alessio, Artom, Villabruna, Cocco Ortu e Vinciguerra oltre a «fondi ufficiali del PLI più rari, quali quelli relativi agli anni Venti e alla lotta clandestina degli anni Quaranta» (4): e nonostante la documentazione pervenuta non consenta di seguire le tappe di tali ed altre acquisizioni (né quelle di qualche presumibile successiva cessione), testimonia tuttavia l'ampliarsi del patrimonio archivistico nel corso dei primi anni Ottanta con la documentazione dell'Internazionale liberale e di una parte dell'archivio Malagodi, che nel 1985 aveva «già versato all'Istituto i suoi carteggi del periodo 1954-1974» (5).
Il legame con Malagodi, infatti, era rimasto saldo nel tempo: questi riconosceva a Camurani le doti di un capace organizzatore culturale ed al suo Istituto la qualità di vigile tutore della memoria storica del movimento e del Partito liberale, forse troppo misconosciuto dalla dirigenza politica. Continuava a giovarsi della sua collaborazione per attività editoriali e di ricerca storica e gli aveva affidato nel 1980 la direzione della rivista «Libro Aperto» testé fondata, stipulando inoltre una convenzione con la società Analisi Trend, nata l'anno prima e presieduta dal Camurani stesso, con cui si concedeva a tale società la gestione della testata. Nasceva così anche una redazione bolognese di «Libro aperto», che aveva sede presso l'ISML a cui dovevano andare i relativi compensi.
I primi anni Ottanta, stando ai verbali del Consiglio di amministrazione, registrano però crescenti difficoltà finanziarie che costringono l'Istituto a graduare e modulare l'attività in ragione delle proprie risorse. I contributi erogati dalla Regione all'ISML, come istituto culturale e per specifici programmi di ricerca, nonché l'intervento della società Analisi Trend - che si assume i debiti dell'Istituto in cambio dei diritti sulle pubblicazioni e del magazzino di quanto edito con Sansoni, finanziando inoltre progetti di studio - consentono comunque di portare a termine iniziative di rilievo: nel 1980 il convegno su Max Ascoli a Ferrara, in collaborazione con Comune, Regione ed Università; nell'82 l'«Incontro-studio su Giuseppe Garibaldi nel centenario della morte»; nell'83 la pubblicazione del quarto «Quaderno dell'ISML» Piero Gobetti: studi e ricerche; tra l'83 e l'85 la pubblicazione nella collana «Liberalismo nel mondo» delle Risoluzioni adottate dall'Internazionale liberale tra il 1975 ed il 1981 (Resolutions adopted/Résolutions adoptées/Liberal International 1975-1981, Bologna, Li Causi, 1983), come prosecuzione di quanto edito nel 1975 e l'edizione, nella medesima collana, del terzo volume dell'opera di Max Salvadori Eresia Liberale, intitolato Risultati, amici e nemici, prospettive.
Nel 1983 è cessato, intanto, anche il rapporto privilegiato con la casa editrice Forni, a seguito della morte del suo fondatore Arnaldo che di tante iniziative era stato sostenitore. Editori di riferimento divengono quindi Li Causi e Analisi: l'una «di Ercole Camurani e C.», l'altra della società Analisi Trend presieduta dallo stesso Camurani. Nonostante l'apporto rappresentato dagli accordi con questi nuovi soggetti (attivi anche su altri fronti rispetto alla specificità dell'ISML), le difficoltà finanziarie dell'Istituto sussistono e si complicano con la necessità di reperire una sede idonea a contenere il cospicuo patrimonio bibliografico e documentario e a renderlo disponibile alla consultazione pubblica, in modo da ottenere dalla Regione la stipula di una convenzione definitiva che possa garantire contributi costanti.
Nonostante la ricapitalizzazione della società ed i ripetuti appelli alla dirigenza liberale ed anche al mondo imprenditoriale, i problemi della sede, strettamente connessi alla mancanza di risorse economiche, si aggravano: si assiste alla diaspora della biblioteca dell'Istituto - che migra a Reggio Emilia - e all'imballaggio del materiale documentario nell'imminenza, mai tradottasi in realtà, dell'acquisizione di nuovi locali.
Nel 1986 sfuma quindi anche la speranza di una convenzione con la Regione mentre si sono acuite, su un altro fronte, le tensioni tra la proprietà di «Libro Aperto» ed Analisi Trend che portano a non rinnovare l'accordo tra le parti e ad accentrare tutto a Roma, sottraendo all'ISML anche la redazione bolognese della rivista.
Le attività dell'Istituto sono ora praticamente congelate e le sue sorti inestricabilmente legate a quelle di Analisi Trend, con cui condivide anche la sede storica di via Malvasia, fino allo sfratto del 1990: dal 1988 al 1993, quando si delibera lo scioglimento della cooperativa, i verbali del Consiglio di amministrazione e le relazioni ufficiali sullo stato dei lavori sono le uniche fonti che rivelino una superstite attività di ricerca su progetti editoriali promossi da Analisi.
La gravità della situazione finanziaria di entrambe le società, di cui Camurani rispondeva di fatto personalmente, portò in breve alla loro liquidazione. Nonostante i tentativi esperiti da tempo ed in diverse direzioni per salvare il patrimonio archivistico e bibliografico dell'Istituto, esso venne coinvolto dalla procedura fallimentare che interessò Analisi Trend. L'intervento della Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna evitò la dispersione degli archivi raccolti dall'ISML, che furono acquisiti dalla Camera dei deputati per il proprio Archivio storico, garantendo così l'integrità di un complesso documentario di evidente interesse per la ricerca.

(1) Fondazione Luigi Einaudi per gli studi di politica e di economia di Roma, Fondo Giovanni Malagodi, b. 216, fasc. 178: lettera di Malagodi a Camurani del 16 luglio 1986.
(2) Archivio storico della Camera dei deputati, Gli Archivi dell'Istituto per la storia del movimento liberale, ISML, b. 36, fasc. 7: lettere di Camurani a Zanone del 7 febbraio e 9 marzo 1977.
(3) Ibidem, Appendice, b. 500, reg. 2: verbale del Consiglio di amministrazione del 30 marzo 1978 con relazione di Camurani sull'attività del 1977.
(4) Ibidem.
(5) Archivio storico della Camera dei deputati, Gli Archivi dell'Istituto per la storia del movimento liberale, Appendice, b. 503, fasc. 8: breve storia dell'Istituto premessa alla Convenzione preliminare con la Regione Emilia Romagna stipulata il 15 aprile 1985.


Descrizione del contenuto

Il complesso documentario pervenuto come Archivio dell'Istituto per a storia del movimento liberale si presentava, all'inizio dei lavori, come un insieme di 23 fondi, individuati come oggetti autonomi tanto nell'inventario redatto in occasione del fallimento della società Analisi Trend, quanto nell'elenco sommario trasmesso dalla Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna.
La documentazione, evidentemente riorganizzata per la stesura dell'inventario dei beni dell'Istituto, si trovava conservata in 523 buste che presentavano una numerazione autonoma per ciascun fondo ed in 36 raccoglitori non numerati.
L'analisi preliminare della documentazione ha permesso di verificare che alcuni dei fondi identificati come tali dagli strumenti esistenti erano effettivamente archivi (o porzioni di archivio) di soggetti politici, persone ed istituzioni, come nel caso di Alessio, Artelli-Di Matteo, Artom, Camurani, Comitato regionale PLI Emilia Romagna, Giovannini, ISML, Internazionale liberale, Malagodi, PLI nazionale, Segreteria del Ministero del tesoro, Veronesi, Villabruna. Altri si configuravano invece come raccolte di documentazione relativa a personaggi o movimenti di interesse, create da Camurani stesso o da lui acquisite successivamente alla loro formazione: così le 9 buste miscellanee definite «Depositi» ed intestate ai diversi soggetti cui erano riferiti i documenti; così il fondo Antonio Biondi, costituito da una raccolta di ritagli di giornale da questi curata ed indicizzata, ed il fondo Antonio Reggiani che consiste in una raccolta di materiali relativi a fatti, personaggi e luoghi legati al Risorgimento italiano.
Tanto gli uni quanto le altre rispondevano comunque alle finalità proprie dell'Istituto che, proponendosi come centro di studi sul movimento liberale, aveva mirato ad acquisire fonti documentarie, sia nella loro forma più organica e strutturata quale l'archivio, che nella forma di documenti sciolti inerenti un tema o una figura particolari.
Il lavoro di inventariazione ed ordinamento del complesso documentario, ha preso quindi le mosse dalla situazione di fatto, nel rispetto dell'individualità dei singoli fondi, confermata dalla verifica preliminarmente condotta.
Individualità tradottasi naturalmente in elemento di complessità, in quanto ogni archivio presentava problematiche diverse, legate alla storia del soggetto produttore, alla molteplicità delle funzioni ed attività documentate, al modo di sedimentarsi della documentazione e ai differenti criteri sottesi all'organizzazione successiva delle carte, in ragione dell'utilizzo che intendeva farne chi le aveva prodotte e chi, all'interno dell'ISML, le studiò e vi condusse le sue ricerche.
Tra gli archivi propriamente detti sono infatti presenti diverse tipologie: archivi personali, caratterizzati da una stratificazione un po' alluvionale di documentazione poi sottoposta in fasi diverse a parziali interventi di ordinamento, funzionali ad esigenze immediate; archivi prodotti da singoli individui nel solo svolgimento delle funzioni legate ad una determinata carica; archivi di organismi ed istituzioni. Alle caratteristiche e difficoltà proprie di ciascuna tipologia, si sono naturalmente sommate quelle derivanti dallo stato di maggiore o minore ordine interno in cui versava ogni singolo fondo.
Commistioni di documentazione sono state rilevate in prevalenza tra gli archivi direttamente legati alla figura di Ercole Camurani, socio fondatore e presidente dell'ISML, promotore di iniziative culturali ed editoriali anche prima della fondazione dell'Istituto, socio e presidente di società editrici (Sogedi, Analisi Trend, Li Causi), membro del PLI con cariche di rilevanza locale e centrale, collaboratore di Giovanni Malagodi e capo della sua Segreteria quando questi fu ministro del Tesoro nel biennio 1972-1973.
Presentavano pertanto consistenti problemi di ordinamento l'archivio prodotto dall'attività istituzionale dell'ISML, l'archivio Camurani, quello del Comitato regionale del PLI dell'Emilia Romagna (di cui Camurani fu segretario politico) ed, in misura decisamente minore, l'archivio della Segreteria del Ministro del tesoro. A seguito di una schedatura analitica della documentazione che ha consentito di ricostruire fascicoli smembrati, di ricondurre materiale disordinato alle serie già esistenti o riorganizzarlo (in assenza di precedente ordinamento) in ragione delle attività che documentava, si è spostato solo quanto afferiva in modo evidente ad un fondo diverso da quello in cui era conservato, limitandosi altrimenti a segnalare connessioni e relazioni con altri archivi.
Tra gli archivi personali, hanno evidenziato problematiche diverse e difficoltà particolari i fondi Giovannini ed Artom.
Il primo, privo di una organica strutturazione interna, mostrava tuttavia un'evidente intento di organizzazione della memoria di sé, tradotta anche in interventi parziali di ordinamento ad opera del Giovannini stesso, cui si aggiungevano quelli altrettanto parziali ed incompiuti, promossi da Camurani.
Il secondo, decisamente più strutturato, imponeva correttamente il rispetto di una fascicolazione originale che tuttavia non rendeva in molti casi conto del materiale contenuto in modo indifferenziato in corposi fascicoli originari, corredati di denominazioni generiche: in ragione di ciò è stata quindi necessaria una schedatura particolarmente analitica che consentisse una migliore comprensione dell'attività di Artom.
Un discorso diverso riguarda le buste miscellanee di cui si è detto, il cui insieme costituisce ora il complesso denominato Archivi e raccolte diverse che comprende vari nuclei documentari relativi a figure, eventi ed istituti di interesse per gli studi dell'ISML. Ne sono stati estratti, in quanto piccoli archivi di organismi del Partito liberale, il fondo GLI: Segreteria nazionale Cutolo-Elmo, il fondo Alessandro Leone di Tavagnasco-Giovanni Malagodi con atti della Segreteria nazionale, nel breve periodo immediatamente successivo alle dimissioni del segretario Villabruna, ed il fondo della Federazione nazionale gruppi ferrovieri liberali: Segreteria Cesare Costanzo, trattati come oggetti autonomi ed inseriti tra i singoli fondi del complesso archivistico.
Nell'ordine assegnato ai fondi, precedono l'ISML e Camurani in quanto archivi prodotti dai soggetti che hanno riunito l'intero complesso documentario.
Segue il Comitato Regionale del PLI dell'Emilia Romagna, di cui Camurani fu segretario, perché strettamente legato alla documentazione dell'attività da lui svolta a livello comunale e provinciale, presente nell'archivio personale. A completare il corpus relativo alla politica sul territorio, vengono quindi gli archivi inerenti la presenza liberale nella regione (Veronesi e Artelli-Di Matteo).
Seguono poi i fondi relativi al Partito liberale a livello nazionale ed ai segretari generali (PLI nazionale, GLI: Segreteria nazionale Cutolo-Elmo, Bruno Villabruna, Alessandro Leone di Tavagnasco-Giovanni Malagodi, Giovanni Malagodi) quindi la Segreteria del Ministero del tesoro, retta dal Camurani durante il ministero Malagodi, e l'archivio dell'Internazionale liberale costituitosi presso Malagodi stesso che ne fu presidente.
Accanto alla documentazione prodotta e raccolta nell'ambito di una militanza attiva e di un progetto di conservazione della memoria dell'attività del Partito, si collocano poi gli archivi di alcune personalità di rilievo del liberalismo italiano, tra fine Ottocento e secondo dopoguerra (Alessio, Giovannini e Artom), il fondo Federazione nazionale gruppi ferrovieri liberali: Segreteria Cesare Costanzo 1923-1924, e le raccolte curate da un cultore «d'arte, politica e letteratura» come Antonio Biondi o da una figura profondamente legata agli ideali ed alle memorie risorgimentali come Antonio Reggiani.
Segue la miscellanea di documenti originali o in copia relativi a personaggi di rilevanza locale o nazionale, a circoli culturali, e ad eventi particolari come le elezioni del 1946, destinata a costituire un ulteriore bacino di fonti e testimonianze (Archivi e raccolte diverse).
Ciascun fondo presenta inoltre una strutturazione interna più o meno articolata, in ragione della complessità dell'attività documentata e delle indicazioni fornite dall'ordine in cui sono pervenute le carte. Ogni livello è corredato delle informazioni che gli sono proprie e che sono comuni a tutte le entità archivistiche di cui si compone. Sono inoltre descritti, se presenti, anche i sottofascicoli che costituiscono il singolo fascicolo.
Conclude l'inventario un'Appendice, costituita da documentazione pervenuta su iniziativa dello stesso Camurani nell'autunno 2003, quando era ormai concluso il lavoro di inventariazione ed ordinamento, anche materiale, di tutto il complesso archivistico.
Si tratta di materiale prodotto tanto dall'attività diretta dell'Istituto, quanto da quella di Camurani quale presidente della società Analisi Trend e titolare della casa editrice Li Causi, con le quali l'Istituto ebbe significativi rapporti di collaborazione.
Per quanto riguarda l'ISML, vi è compresa documentazione amministrativa e contabile capace di colmare una consistente lacuna presente nell'archivio già precedentemente inventariato. Sono presenti infatti i verbali delle assemblee dei soci, quelli del consigli di amministrazione, i libri dei soci, i bilanci, documenti relativi ai finanziamenti regionali ed alle spese sostenute, corrispondenza.
Tra la documentazione di Analisi Trend è inoltre compreso materiale relativo alla pubblicazione del periodico «Libro Aperto» fondato da Malagodi e circa il quale era presente nell'archivio già inventariato uno scarno fascicolo di corrispondenza.
La scelta di formare un'appendice all'inventario già realizzato è stata dettata da più ragioni: da un lato la necessità di non modificare significativamente l'organizzazione già data alle carte; dall'altro l'opportunità di conservare anche materialmente la distinzione tra nuclei documentari pervenuti in modi e tempi tanto diversi.
La numerazione progressiva in unica sequenza, attribuita alle buste di tutto il complesso archivistico, garantisce tuttavia l'unitarietà dell'intero patrimonio documentario dell'Istituto, che risulta strutturato in venti fondi.


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L'aula dal banco della Presidenza
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Seconda metà  degli anni '30 - modifiche dell'Aula successive al 9 maggio 1936
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Pulizie in Aula
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L'aula provvisoria n. 1 della Camera
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Camera dei Fasci e delle Corporazioni, prospettiva dell'Aula
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Aula attuale
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Il grande fregio di Aristide Sartorio collocato intorno alla cupola della nuova aula del Parlamento
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Velario
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Aula
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Particolare del fregio al disopra delle tribune nell'aula Basile, inaugurata nel 1918
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Banco delle votazioni in Aula
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L'aula provvisoria n. 1 della Camera
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Armature metalliche di copertura dell'Aula
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Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Il Re inaugura la Legislatura
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Seduta Assemblea Costituente
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L'aula provvisoria n. 1 della Camera
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L'aula di Montecitorio, detta Comotto (Foto dipinta o acquerellata)
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