Archivio storico della Camera dei Deputati

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Commissioni parlamentari d'inchiesta

Commissione parlamentare incaricata di prendere visione del piego depositato dall'onorevole Giolitti
11.12.1894 - 13.12.1894
faldoni-buste 1
3 fascicoli

Storia istituzionale

Giovanni Giolitti, nella tornata dell'11 dicembre 1894, depositò al banco della Presidenza della Camera un piego contenente tutti i documenti in suo possesso sulla questione bancaria, di cui tanto si andava discutendo negli ambienti politici, sociali e giudiziari, con l'intento di coinvolgere nello "scandalo della Banca Romana" Francesco Crispi che gli era succeduto, come Presidente del Consiglio dei ministri, il 16 dicembre 1893.
Lo stesso giorno la Camera, approvando la proposta degli onorevoli Felice Cavallotti e Michele Coppino, nominò una Commissione composta da Abele Damiani (presidente), Felice Cavallotti (segretario), Pietro Carmine, Luigi Chinaglia e Giacinto Cibrario (relatore) con il compito di prendere visione del piego depositato dall'onorevole Giolitti "nell'interesse dell'onore e della dignità della Camera" e di riferire alla stessa Camera dopo aver ascoltato gli interessati, le persone cioè che la Commissione, a seguito della lettura dei documenti, riteneva di interrogare. La Commissione, tra l'obbligo che aveva di riferire entro brevissimo tempo e il suggerimento datole dalla Camera di ascoltare gli interessati, ritenne di procedere immediatamente alla lettura di quanto contenuto nel plico senza interrogare nessuno. Poté così presentare la sua relazione nella seduta del 13 dicembre, a soli due giorni di distanza dall'incarico ricevuto.
Nella relazione furono elencati i documenti conservati in ciascuna delle sei buste che componevano il plico e fu proposta la pubblicazione di tutti i documenti delle prime quattro buste. Il "Comitato dei cinque", come fu anche denominata la Commissione, ritenne di escludere dalla pubblicazione l'intero contenuto delle buste nn. 5 e 6. La n. 5 conservava documenti relativi alle trattative per la fusione fra la Banca Nazionale e la Banca Romana, intercorse nell'agosto e nel settembre del 1892; la sesta conteneva 120 lettere, 8 del deputato Francesco Crispi e 102 di donna Lina Crispi, tutte di carattere privato e pertanto da restituirsi agli interessati. La Commissione propose anche di escludere dai documenti che dovevano essere dati alle stampe i nomi delle persone defunte e quelli dei senatori.
Lo stesso giorno, cioè il 13 dicembre 1894, le proposte contenute nella relazione del Comitato dei cinque furono approvate dalla Camera e il presidente, Giuseppe Biancheri, assicurò che il giorno successivo avrebbe provveduto, sulla base dei criteri adottati, a far stampare i documenti del plico. Cosa che puntualmente avvenne.
Con la parziale pubblicazione del plico cessò di fatto l'attività della Commissione. Di tale attività, se si escludono la relazione finale a stampa (cfr. CD, Atti parlamentari, Documenti, leg. XVIII, sess. II, doc. n. 76-A) e i documenti del plico Giolitti, non è stato individuato nessun altro atto. Forse proprio perché non ne furono prodotti, in considerazione dell'esiguo tempo in cui la Commissione operò. Il plico, pertanto, ebbe vita autonoma nel senso che non confluì, come "documento acquisito", tra le carte della Commissione, che non esistevano o non furono raccolte. Al plico si aggiunsero invece altre carte che sono state sistemate in due distinti fascicoli. In uno sono state riposte alcune copie di documenti tratte dal plico stesso e fatte fare per consegnarle alla tipografia con l'intento di salvaguardare l'originale, nell'altro sono collocati diversi documenti (per lo più lettere in arrivo) aventi tutte per oggetto il plico Giolitti, indirizzate a Giuseppe Biancheri, all'epoca Presidente della Camera, e da questi consegnate successivamente a Raffaello Biffoli, direttore degli archivi della Camera. Il Biffoli ha poi conservato questi documenti nello stesso contenitore che raccoglieva quelli del "plico". Da quel che è stato possibile accertare, sulla scorta dell'inventario sommario del 1962, il plico Giolitti, e presumibilmente le carte conservate insieme a questo, era all'epoca inserito tra i pezzi n. 4 e n. 5 delle carte della Commissione d'inchiesta parlamentare sulle banche presieduta da Antonio Mordini. (ASCD, Inventario dell'Archivio storico della Camera dei deputati, 1962, dattiloscritto, pp. 101-102.)
Tuttavia il plico Giolitti fa parte della documentazione della "Commissione parlamentare incaricata di prendere visione del piego depositato dal deputato Giolitti", "anche se il plico è quasi l'unico documento rimasto fra questi atti", e per questo motivo si è mantenuta la distinzione. Le carte della "Commissione parlamentare incaricata di prendere visione del piego depositato dal deputato Giolitti" si trovano oggi sistemate in tre fascicoli e raccolte in un'unica busta. Nel primo fascicolo si conserva quel che resta del plico. Nel secondo fascicolo sono state sistemate alcune copie di documenti, fatte fare dalla Commissione e tratte dagli "originali" del plico. Nel terzo fascicolo sono state raccolte le Carte Biancheri, i documenti cioè, aventi tutti per oggetto il plico Giolitti che Giuseppe Biancheri, Presidente della Camera, consegnò a Raffaello Biffoli, direttore degli archivi, e che questi archiviò ponendoli nello stesso raccoglitore che conservava il plico.


Strumenti di ricerca

Inventario a cura di Mario Squadroni


Bibliografia
  • E. Vitale, La riforma degli istituti d'emissione e gli "scandali bancari in Italia 1892-1896, Camera dei deputati 1972
    Gli istituti di emissione in Italia. I tentativi di unificazione 1843-1892, a cura di R. De Mattia, Bari, 1990
    Giolitti e la nascita della Banca d'Italia nel 1893, a cura di G. Negri, Bari, 1989


Pubblicazioni correlate
  • Commissioni parlamentari di inchiesta della Camera regia (1862-1874)
    Roma, 1994, pp. XXXII-88
  • Commissioni parlamentari di inchiesta della Camera regia (1893-1923)
    Roma, 1999, pp. XI-360

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