Archivio storico della Camera dei Deputati

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Commissioni parlamentari d'inchiesta

Commissione parlamentare d'inchiesta sulle spese di guerra
1920 - 1923


Storia istituzionale

La Commissione parlamentare d'inchiesta sulle spese di guerra, istituita con legge 18 luglio 1920, n. 999, fu composta da trenta membri, dei quali quindici deputati e quindici senatori. Ebbe l'incarico di procedere all'accertamento degli oneri finanziari risultanti a carico delle spese effettuate dalle diverse amministrazioni pubbliche, dei contratti da esse stipulati, della loro esecuzione e dei rendiconti finali di gestione.
Parallelamente le fu attribuito il compito di procedere alla revisione dei contratti, delle commesse, delle indennità di requisizione e di espropriazione e di proporre provvedimenti atti a reintegrare l'erario dei lucri indebiti o eccessivi eventualmente accertati. Nell'ambito di tale attività la Commissione doveva accertare ogni responsabilità morale, politica, amministrativa e giuridica. (1)
I poteri che la legge conferiva alla Commissione furono in una prima fase molto ampi per quanto concerneva il momento istruttorio; essa poteva infatti richiedere documentazione alle diverse amministrazioni pubbliche e interrogarne i funzionari, poteva altresì indagare nel corso dell'inchiesta negli archivi delle imprese contraenti, sequestrare i libri contabili ed altra documentazione ritenuta utile, procedere all'interrogatorio degli stessi capi d'impresa o dei loro delegati.
Le decisioni della Commissione, che si esprimevano in una relazione finale per ogni indagine, non avevano di per sé effetti concreti, trattandosi di semplici proposte di reintegro a favore dell'erario sulla cui esecuzione la legge taceva.
Nel corso dell'inchiesta si fece però sempre più pressante l'esigenza di strumenti di intervento più efficaci. A questa necessità rispose la legge 29 dicembre 1921, n. 1979, con la quale si stabilì che la Commissione poteva deliberare i recuperi a favore dell'erario, che sarebbero stati resi esecutivi con decreto del Ministro del tesoro.
Contro i provvedimenti esecutivi proposti dalla Commissione era ammesso il ricorso ad un collegio arbitrale, composto da membri scelti fra i presidenti di sezione ed i consiglieri di Cassazione della Corte di Roma e i consiglieri di Stato e della Corte dei conti, ai quali si aggiungevano un rappresentante del Ministero del tesoro ed uno della parte ricorrente.
Ulteriori norme attuative, sempre concernenti i provvedimenti conservativi e cauzionali, furono stabilite con il R. D. 4 maggio 1922, n. 638. Si precisava che i provvedimenti stessi potevano riguardare l'ipoteca sui beni immobili con le forme stabilite dal codice civile, ad esempio il sequestro, generale o parziale, di aziende, crediti o beni mobili.
Allo scopo di assolvere esaurientemente i compiti che la legge le aveva affidato, la Commissione si divise in sei sottocommissioni (A,B,C,D,E,F), ognuna con competenze specifiche, come si desume da un elenco delle materie d'indagine affidate alle sottocommissioni, che si riporta integralmente: (2)
Sottocommissione A:
Spese generali dei corpi; spese generali propriamente dette, riservate e politiche; spese di propaganda all'interno e all'estero; spese segrete in dipendenza degli avvenimenti internazionali; spese segrete in dipendenza degli avvenimenti in Albania; spese segrete per la Palestina e la Siria; spese straordinarie militari per la Libia; spese per la difesa della colonia Eritrea in dipendenza degli avvenimenti internazionali.
Sottocommissione B:
Servizi di sussistenza, vestiario, casermaggio e combustibile; acquisto di combustibili, servizio di sanità; servizi presso l'esercito operante; servizio ippico; servizio trasporti; servizio automobilistico; spese ferroviarie; spese per servizi postali e telegrafici in dipendenza della guerra.
Sottocommissione C:
Mobilitazione industriale, armi e munizioni e servizi tutti per l'artiglieria e per il genio.
Sottocommissione D:
Servizi aeronautici; spese tutte del Ministero della marina; spese tutte attinenti ai trasporti marittimi della Marina mercantile.
Sottocommissione E:
Assegni per gli ufficiali e per le truppe; sussidi alle famiglie dei richiamati alle armi ed ai militari mobilitati; spese di assistenza ai figli dei richiamati; spese di assistenza agli invalidi di guerra; sussidi temporanei per assistenza invalidi di guerra; assegni ad ufficiali combattenti per completare gli studi e per la pratica professionale; provvedimenti di assistenza a favore dei militari malarici congedati; sussidi a favore di famiglie bisognose dei militari morti, feriti, invalidi o in condizioni di eccezionale bisogno in dipendenza dei servizi attinenti alla guerra; sussidi per combattere la disoccupazione; concorso dello Stato a pareggio dei bilanci delle province già invase dal nemico; spese per l'acquisto di motori e macchine agrarie; spese per la mobilitazione agraria, per la coltivazione dei cereali; liquidazione del materiale bellico; compensi ed indennizzi in dipendenza di appalti di forniture per perdite determinate dallo stato di guerra; giustizia militare.
Sottocommissione F:
Gestione approvvigionamenti e consumi; commissariato dei combustibili; gestione dei combustibili nazionali.
In una prima fase le sottocommissioni svolsero semplicemente un lavoro istruttorio, riservandosi la Commissione in adunanza plenaria ogni decisione. Successivamente il menzionato R. D. 4 maggio 1922, n. 638, apportò modifiche anche a questo riguardo. (3) Stabilì infatti che le indagini preliminari dovessero essere svolte da un commissario delegato dalla sottocommissione con il compito di curare gli atti istruttori, prestando le sue proposte alla sottocommissione stessa. Quest'ultima a sua volta formulava il suo giudizio e lo portava alla discussione della Commissione plenaria, salvo i casi di urgenza, quando alle stesse sottocommissioni era conferito il potere di esercitare le attribuzioni demandate alla Commissione, con l'obbligo di riferire alla prima adunanza plenaria.
Al termine dei lavori della Commissione fu presentata al Parlamento la relazione finale. (4)
Le vicende dell'archivio della Commissione.
In seguito agli accordi presi con la Presidenza del Consiglio gli atti della cessata Commissione furono trasmessi alla Camera dei deputati nel 1923.
Per la loro natura riservatissima non furono consegnati i documenti riguardanti il commercio delle armi con la Cina ed il servizio di informazione per conto dei ministeri militari, versati rispettivamente al Ministero degli esteri ed al Ministero della guerra.
Invece le relazioni conclusive compilate dalle varie sottocommissioni, e costituenti la base delle deliberazioni definitive in adunanza plenaria, vennero trasmesse dalla Commissione al Ministro del tesoro per l'emissione dei decreti di cui all'art. 10 del R. D. 4 maggio 1922, n. 638. Dal Ministero del tesoro furono poi versate all'Archivio storico della Camera dei deputati.
Di questi atti, molti furono prelevati in più occasioni perché richiesti da ministeri e privati per indagini che li riguardavano, come i documenti concernenti l'inchiesta sull'Albania, gli atti relativi ad alcuni ufficiali, richiesti dal Consiglio di disciplina militare, o ancora i documenti su alcune indagini, richiesti dal Comitato liquidatore delle gestioni di guerra.
Estratti dal fascicolo originario questi documenti, al momento della restituzione, vennero riarchiviati senza alcun criterio, affastellandosi gli uni sugli altri, ed in queste condizioni sono pervenuti fino a noi.


(1) Cfr art. della l. 18 lug. 1920, n. 999.
(2) L'elenco dattiloscritto è stato rinvenuto fra le carte dell'archivio della Commissione in fase di riordinamento, ed è attualmente conservato nella b. 6, fasc. 30/9.
(3) Cfr. art. 7 del R. D. 4 maggio 1922, n. 638.
(4) Pubblicata in Camera dei deputati, Atti parlamentari, Documenti, Disegni di legge, e relazioni, legislatura XXVI, sessione 1921-1923, n. XXI, voll. 2.


Descrizione del contenuto

L'ordinamento dell'archivio
L'archivio della Commissione risulta composto dalle carte acquisite in sede istruttoria e dalla documentazione prodotta durante le varie fasi delle indagini. Le carte, prima del riordinamento e dell'inventariazione, si trovavano in grande disordine ed accorpate senza alcun criterio logico. Tracce di numerazione progressiva sono state rinvenute talvolta su fascicoli relativi ad un medesimo affare, ma con indicazioni talmente frammentarie e prive di collegamento che la loro presenza non ha affatto permesso una ricostruzione dell'archivio sulla base delle antiche segnature: unico elemento guida nell'attribuzione delle carte tra le diverse sottocommissioni è stato il timbro dell'ufficio di protocollo, in cui è presente solo l'indicazione della sottocommissione competente.
Dalla relazione generale, riassuntiva dei lavori della Commissione, sono invece emerse una serie di notizie relative alle modalità di svolgimento dei lavori, nonché agli oggetti d'indagine definiti dalle sottocommissioni: tali informazioni si sono rivelate estremamente utili per comprendere le fasi ed i processi di sedimentazione e di accorpamento delle carte prodotte ed acquisite dalle sottocommissioni, poi sconvolte e confuse in seguito alle vicissitudini attraversate dall'archivio.
Al termine della schedatura del materiale documentario si è quindi proceduto ad una prima suddivisione del medesimo in base agli elementi acquisiti, cioè il numero e il timbro di protocollo e le competenze di ogni sottocommissione.
Nella ricognizione del materiale si sono evidenziate due partizioni documentarie: da un lato le carte della Commissione riunita in adunanza plenaria, dall'altro la documentazione prodotta dalle sottocommissioni. Apre quindi l'inventario la relazione sul costo finanziario della guerra, corredata dagli atti contabili preparatori; seguono le decisioni di recupero deliberate dalla Commissione ed il carteggio della segreteria generale. I verbali delle sedute della Commissione e delle sottocommissioni formano un'ulteriore sotto-serie ordinata cronologicamente. Per quanto riguarda le relazioni finali è emersa chiaramente la necessità di formarne una sotto-serie distinta, non solo perché esse sono rappresentative del momento conclusivo di ogni indagine espletata dalle sottocommissioni, ma anche perché spesso si sono ritrovate raggruppate già serialmente con una numerazione progressiva.
Lo schema entro cui si è venuto a sistemare il materiale documentario della Commissione riunita in adunanza plenaria risulta quindi costituito dalle seguenti sotto-serie:
1) Costo finanziario della guerra
2) Originali di decisioni di recupero
3) Carteggio della segreteria generale
4) Verbali (della Commissione e delle sei sottocommissioni)
5) Relazioni (divise per sottocommissioni)
Nel trattare invece le carte prodotte da ogni sottocommissione è stato necessario un lavoro di riaccorpamento dei documenti relativi a ciascun affare, dal primo momento istruttorio alla relazione finale. La natura propria dell'inchiesta ha permesso di organizzare le ricorrenti tipologie documentarie (memorie, relazioni, contratti ed altro materiale del periodo bellico acquisito nella fase istruttoria, verbali di interrogatorio e deposizioni, relazioni preparatorie redatte per lo più dal segretario, corrispondenza) secondo una scansione logica e cronologica che vede l'affare strutturato in modo da presentare in primo luogo la documentazione acquisita e studiata dalle sottocommissioni, che è anche la più antica cronologicamente, poi gli interrogatori e le deposizioni, quindi le memorie difensive, spesso corredate da numerosissimi allegati, le relazioni preparatorie ed infine la corrispondenza.
Successivamente si è proceduto ad organizzare la documentazione di ogni sottocommissione in titoli generali, coniati sulla base delle materie affidate all'indagine di ciascuna sottocommissione; tali titoli hanno costituito una griglia di orientamento all'interno della quale hanno trovato collocazione i singoli affari, suddivisi al loro interno in sottotitoli più specifici che, rispecchiando l'articolarsi delle indagini, permettono un approccio più agevole alla documentazione.
L'ossatura generale degli affari trattati dalle singole sottocommissioni risulta dallo schema riportato nell'indice generale.
Nel confrontare le materie d'indagine affidate alle sei sottocommissioni all'inizio dei lavori (1) e l'elenco dei titoli e sottotitoli, nei quali sono attualmente organizzate le carte dell'archivio, sono emerse alcune differenze riguardo al rilievo assunto da alcuni oggetti d'indagine rispetto ad altri, differenze dettate fondamentalmente dall'importanza attribuita dalle stesse sottocommissioni ad alcune indagini piuttosto che ad altre, e testimoniate dalla mole di documentazione aggregatasi attorno ad esse.
È stato inoltre possibile cogliere in alcuni casi l'assenza di documentazione (assenza di indagini o smarrimento delle carte?) in ordine a qualche materia d'indagine riportata nell'elenco programmatico citato.
Nel carteggio che fa capo alla sottocommissione A non sono difatti presenti le carte relative alle cosiddette "spese segrete in dipendenza degli avvenimenti dell'Albania" (2) e alle "spese segrete per la Palestina e la Siria"; la documentazione presente si aggrega attorno alle inchieste sulle spese sostenute durante il conflitto in Eritrea ed in Libia, all'affare denominato "prestito nazionale per le spese di guerra", alle indagini sulla gestione del Ministero per la propaganda interna.
Le carte della sottocommissione B riguardano tutte le numerose materie affidate alle indagini della sottocommissione stessa, afferenti alla sussistenza dell'esercito mobilitato, ma l'organizzazione che è stata data agli affari trattati necessita di qualche precisazione.
Dal momento che le indagini sulle spese per i generi di sussistenza forniti all'esercito mobilitato (prima linea e campagna) avevano assunto il carattere di inchiesta sull'operato degli uffici del Ministero dell'interno deputati agli approvvigionamenti e ai rifornimenti (intendenza generale dell'esercito, direzioni di commissariato, stabilimenti militari di riserva), si è preferito accorpare la documentazione, che aveva peraltro una pertinenza territoriale assai ben definita, in relazione all'ufficio inquisito, lasciando separate le carte riguardanti le indagini sulla produzione di generi di sussistenza e casermaggio e sulle forniture di panno grigio-verde.
Alla sottocommissione C venne affidata l'indagine sulla produzione e sulle forniture di armi e munizioni durante il periodo 1914-18 e sul processo di "mobilitazione industriale" che ne permise la realizzazione.
Non si è rintracciato nessun fascicolo riguardante la "mobilitazione industriale" in senso stretto, anche se tutta la documentazione esaminata e prodotta dalla sottocommissione allude e fa riferimento a questo argomento. Il materiale documentario afferente alla sottocommissione C è stato organizzato all'interno dei grandi blocchi d'indagine costituiti dalle inchieste compiute sulle differenti branche della produzione siderurgica per esigenze belliche, con particolare riguardo al funzionamento degli organi tecnici dell'amministrazione delle armi e munizioni durante la fase contrattuale.
Il complesso documentario si apre con le carte della cosiddetta "Inchiesta generale armi e munizioni" costituita dalla documentazione raccolta all'inizio dei lavori dai componenti della sottocommissione, in merito ai criteri seguiti nell'aggiudicazione dei contratti alle ditte fornitrici; seguono le carte relative alle indagini sugli acquisti di armi e munizioni effettuati all'estero da missioni speciali permanenti. La documentazione riguardante la revisione dei contratti di forniture belliche, oggetto essenziale delle indagini della sottocommissione C, è stata suddivisa nei tre fondamentali settori di rifornimento: materie prime, munizioni, artiglieria. Nell'ambito dell'area definita "approvvigionamento di materie prime" sono state riunite le inchieste sui contratti siderurgici: le carte, raggruppate sotto titoli che si richiamano all'oggetto della specifica inchiesta, sono disposte in fascicoli corrispondenti alle ditte inquisite. E' necessario avvertire che in questo settore ha trovato collocazione la cosiddetta inchiesta ILVA, condotta sulle contrattazioni intercorse tra l'amministrazione militare e la società maggiormente impegnata nella produzione siderurgica per le esigenze di guerra, l'ILVA appunto, nonché sulle altre attività intraprese durante il periodo bellico dal potente trust siderurgico.
Lo stesso schema viene ricalcato nell'organizzazione delle carte relative alle indagini sulle ditte produttrici di esplosivi, e più oltre, nel settore "approvvigionamenti di munizioni", e nel settore "artiglieria", che raccoglie la documentazione delle istruttorie d'inchiesta condotte sui rapporti contrattuali e sulle forniture d'artiglieria di grosso, medio, piccolo calibro. In questo ambito si trovano collocate le carte delle due voluminose inchieste compiute a carico dell'Ansaldo denominate "Doppia vendita di cannoni" e "Vertenza noli".
Il materiale documentario afferente alla sottocommissione D trova la sua naturale ripartizione in tre sotto-serie principali: le spese per la marina militare, per la marina mercantile e per l'aeronautica, oltre ad un fascicolo relativo a questioni più generali, con riferimenti alla marina sia militare che mercantile, ma senza l'aeronautica. Le carte testimoniano di indagini sui principali contratti stipulati con le industrie fornitrici di materiale bellico, per attrezzare militarmente il naviglio da combattimento. Testimoniano inoltre del grande sforzo compiuto per mettere al servizio della guerra, in regime di requisizione, la flotta mercantile nazionale, sia di breve cabotaggio che transoceanica, sforzo che conobbe diverse modalità di accordo con le compagnie armatoriali, di cui si dovette tener conto nell'immediato dopoguerra. Un settore specifico appare certamente quello aeronautico, con i contratti stipulati con ditte italiane e straniere, soprattutto statunitensi.
La sottocommissione subito dopo la sua costituzione deliberò di occuparsi preliminarmente dell'argomento più ponderoso tra quelli che le furono attribuiti, ossia la liquidazione del materiale residuato dalla guerra, strettamente legata alla smobilitazione industriale. Quando la sottocommissione cominciò ad operare (ottobre 1920) era ancora in atto l'operazione di liquidazione del materiale residuato dalla guerra, perciò essa non condusse solo un'inchiesta retrospettiva, ma svolse anche un'azione di controllo sugli organi cui era affidata la gestione dell'affare, provocando da parte degli uffici competenti le risoluzioni da adottare.
Le alienazioni furono condotte da consorzi, da enti militari e dalle Ferrovie dello Stato.
Meno cospicua è la documentazione prodotta dalla sottocommissione E nell'espletamento delle indagini sull'assistenza ai militari e alle loro famiglie e sulla giustizia militare.
L'ordinamento dell'archivio della sottocommissione ha dato luogo a una serie di titoli che si richiamano interamente alle competenze indicate nell'elenco di cui si parla, poiché riflettono pienamente l'attività svolta dalla sottocommissione stessa.
Per quanto riguarda la sottocommissione F va detto che allo scoppio della guerra si ebbero ripercussioni immediate sugli approvvigionamenti di generi alimentari e di materie prime, destinate non solo all'esercito ma anche alla popolazione e alle industrie.
Lo Stato italiano, oltre a varare una serie di provvedimenti che vietavano l'esportazione di derrate e merci, creò alcuni uffici (di solito a carattere interministeriale) preposti ai rifornimenti all'estero di materie prime e derrate alimentari e alla distribuzione di esse ad enti pubblici e privati.
La sottocommissione F ebbe il compito di indagare sulla gestione di alcuni di questi organismi. I suoi oggetti di indagine furono i seguenti:
a) inchiesta sull'operato del Commissariato generale per i carboni negli anni 1917-1920. Il Commissariato, istituito con d. lgt. il 2 febbraio 1917, era preposto all'approvvigionamento di carboni presso paesi stranieri. All'interno della sua gestione si distinguono i contratti stipulati con ditte inglesi, americane e francesi, nonché le cessioni e le vendite alle imprese pubbliche e private;
b) inchiesta sulla gestione dei combustibili liquidi. A tale gestione fu preposto dapprima un comitato olii minerali, istituito con d. l. 2 mag. 1918. Ad esso subentrò in un secondo tempo il Comitato centrale per l'approvvigionamento e l'assegnazione dei combustibili, creato con R. D. 8 apr. 1920;
c) inchiesta sulla gestione del Commissariato approvvigionamenti e consumi. Quest'ultimo fu creato con d. lgt. 17 giu. 1917, ereditando le funzioni di precedenti uffici ed accrescendole via via con il prolungarsi del conflitto e l'aggravarsi dei bisogni alimentari del paese. Si occupava di importazioni dall'estero, di censimenti e requisizioni di generi alimentari, nonché della loro distribuzione all'interno della nazione. La documentazione da esso prodotta è stata organizzata, in fase di riordinamento, in base ai generi di prima necessità alimentari e non, del cui approvvigionamento si occupò;
d) inchiesta sulla gestione granaria negli anni 1915-1921. Dal 1914 al 1921, fino a che non fu ripristinata la libertà di commercio dei cereali, provvedendo a distribuirli attraverso i consorzi granari, la gestione granaria da parte dello Stato ebbe tre fasi: nella prima gli acquisti venivano fatti dal Ministero di agricoltura, nella seconda venivano fatti attraverso le organizzazioni interalleate, nella terza furono eseguiti direttamente dal Commissariato approvvigionamenti e consumi. Poiché la documentazione analizzata si riferisce alla terza fase, la gestione granaria è stata inserita all'interno del punto "c", nell'ambito dell'inchiesta sul Commissariato approvvigionamenti e consumi.
Documentazione complementare conservata altrove
Ai fini di una più esauriente e completa ricerca si segnala la presenza presso l'Archivio Centrale dello Stato di una parte della documentazione della Commissione parlamentare d'inchiesta per le spese di guerra. Si tratta di 2. 819 contratti stipulati dallo Stato per forniture belliche, disposti ognuno in un fascicolo e numerati progressivamente. (3)
Presso l'Archivio Centrale dello Stato è conservata anche documentazione appartenente al collegio arbitrale per il recupero delle spese di guerra (1923-1927).


(1) Elenco dattiloscritto delle competenze delle sottocommissioni in Commissione parlamentare d'inchiesta per le spese di guerra, citato.
(2) Cfr. p. 13.
(3) Cfr. Archivio Centrale dello Stato, Ministero per le armi e munizioni. Contratti. Inventario, a cura di F. R. Scardaccione, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1995.


Pubblicazioni correlate
  • Commissioni parlamentari di inchiesta della Camera regia (1862-1874)
    Roma, 1994, pp. XXXII-88
  • Commissioni parlamentari di inchiesta della Camera regia (1893-1923)
    Roma, 1999, pp. XI-360

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