Archivio storico della Camera dei Deputati

Vai all'home page del sito web Archivio storico della Camera dei Deputati

Petizioni (1848-1938)

Petizioni (1848-1938)

121 buste
1670 fascicoli
53 registri
9 volumi (ex)

Storia istituzionale

Il presente inventario riguarda la serie Petizioni per il periodo compreso tra la I legislatura (8 maggio-30 dicembre 1848) e la XIX (28 aprile 1934-2 marzo 1939), quindi dal Regno di Sardegna al Regno d'Italia senza alcuna distinzione, accertata la continuità, nel passaggio dall'una all'altra forma statuale, dell'istituto parlamentare che si riflette in una pari continuità delle sue strutture amministrative e quindi delle serie d'archivio.
Il diritto di petizione trae origine dall'ordinamento dello Stato sabaudo: infatti secondo l'art. 57 dello Statuto Albertino «ognuno che sia maggiore di età ha il diritto di mandare petizioni alle Camere, le quali debbono farle esaminare da un Giunta e, dopo la relazione della medesima, deliberare se debbano essere prese in considerazione ed in caso affermativo, mandarsi al ministro competente o depositarsi negli uffizii per gli opportuni riguardi».
Il primo Regolamento della Camera dei deputati del Regno di Sardegna fu approvato l'8 maggio 1848: nonostante l'affermazione dell'autonomia regolamentare delle due Camere sancita nell'art. 61 dello Statuto Albertino («il Senato come la Camera dei deputati determina, per mezzo d'un suo Regolamento interno il modo secondo il quale abbia da esercitare le proprie attribuzioni»), tale Regolamento è, in realtà, il testo provvisorio preparato dal Governo presieduto da Cesare Balbo e modellato sul regolamento francese del 1839. Tale decisione venne assunta ritenendosi la Camera non ancora legalmente costituita prima della verifica dei poteri; così le successive modifiche vennero rimandate «a miglior tempo, dopo fattone il primo esperimento».
Circa la procedura delle petizioni tale Regolamento prevedeva che un segretario doveva presentare all'assemblea «un'idea sommaria delle petizioni indirizzate alla Camera dall'ultima seduta: esse saranno quindi spedite alla Commissione delle petizioni, dove ogni deputato può prenderne comunicazione» (art. 16). Le due Commissioni permanenti, ciascuna per le proprie competenze, dovevano raccogliere tutte le informazioni su ciascuna richiesta, esaminarla, redigere un rapporto motivato e, se necessario, preparare la relativa risoluzione (art. 64).
Le altre erano inviate alla Commissione delle petizioni formata ogni mese dai membri designati da ciascun Ufficio con il compito «della disamina e del rapporto delle petizioni» (art. 65).
Le petizioni riguardanti invece i disegni di legge già presentati dovevano essere trasmesse dalla Presidenza alle Commissioni incaricate dell'esame degli stessi disegni; la relazione su di esse poteva essere effettuata in qualunque momento della discussione del progetto di legge cui si riferivano.
La Commissione, che aveva il più ampio potere di esame, presentava ogni settimana un rapporto «sulle petizioni pervenute alla Camera e per ordine di data d'iscrizione al processo verbale», un ordine che poteva essere variato in caso di urgenza (art. 67, comma 1); presentava poi le proprie conclusioni sintetizzate in una tabella, stampata e distribuita almeno tre giorni prima della seduta, dove si indicavano «il giorno nel quale il rapporto sarà fatto, il nome de il domicilio del presentatore, l'oggetto della petizione, ed il numero col quale essa è iscritta nel registro della Commissione» (art. 67, comma 2).
Per quanto concerne l'esito finale delle petizioni l'art. 57 dello Statuto Albertino prevedeva che esse potessero dar luogo all'«ordine del giorno», nel caso in cui non fossero state prese in considerazione, essere depositate negli archivi, qualora le petizioni potessero fornire elementi utili per i disegni di legge che però non erano ancora di trattazione immediata, ed essere infine inviate al competente Ministero qualora invece riguardavano materie che il Governo era prossimo a legiferare o quando la Camera desiderava che il Governo predisponesse un apposito progetto di legge o ancora quando richiedessero l'emanazione di un provvedimento di competenza del dicastero cui venivano trasmesse. Tuttavia era anche possibile che l'aula decidesse di sospendere la deliberazione o di inviare la petizione a una Commissione speciale o alla Presidenza.
Il Regolamento del 1868 prevedeva sempre che un segretario avrebbe fatto cenno «delle petizioni presentate dopo l'ultima seduta» che poi sarebbero state trasmesse alla Giunta speciale dove ogni deputato avrebbe potuto prenderne visione (art. 24). È con questo regolamento poi che si specificano meglio le norme inerenti la regolarità della petizione presentate. Infatti la Giunta delle petizioni doveva le seguenti condizioni: «1. Che la petizione sia accompagnata dalla fede di nascita del postulante; 2. Che la petizione sia legalizzata dal Sindaco del comune dove il postulante dimora; 3. Che la petizione sia presentata alla segreteria della Camera da un deputato» (art. 56). Come di consueto le petizioni inerenti disegni di legge venivano trasmesse alle rispettive Giunte (art. 57).
Intanto la legge 13 settembre 1874 esonerava le petizioni dal diritto di bollo.
Nel 1882 si elaborò un progetto di riforma dell'apparato tecnico-burocratico della Camera dei deputati: tale progetto, basato sul principio di sottoporre l'intera amministrazione degli uffici ad un unico responsabile portò all'elaborazione di una nuova pianta organica. Il cardine di questa organizzazione fu la direzione amministrativa degli uffici interni: la Segreteria venne così affidata ad un funzionario con la qualifica di capo divisione che divenne direttore dei servizi amministrativi. Così fino al 1890 quando si operò un'ulteriore sistemazione degli uffici. La nuova pianta organica approvata dal Consiglio di Presidenza nella seduta del 14 febbraio 1891 non previde più la figura del direttore dei servizi amministrativi: quindi la Segreteria e gli altri servizi tornarono autonomi, rispondendo ciascuno direttamente e separatamente al presidente della Camera.
Le attribuzioni dell'ufficio di Segreteria erano articolate in diversi settori di competenza, fra cui, oltre a «Gabinetto del presidente», «Elezioni», «Parte legislativa», «Interrogazioni, interpellanze e mozioni», «Deputati», «Archivi», «Corrispondenza», «Personale», rientravano anche le «Petizioni» (classificazione, sunto delle petizioni regolari, distribuzioni delle petizioni alla Giunta o alle Commissioni sui disegni di legge cui si riferiscono, compilazioni degli elenchi delle petizioni pronte a riferirsi). In particolare, nel titolario della serie Incarti di Segreteria esiste il titolo «F. Petizioni» dalla XV (22 novembre 1882 - 27 aprile 1886) alla XXV legislatura (1 dicembre 1919-7 aprile 1921), articolato in «F-1. Sunti originali» e «F-2. Corrispondenza», in cui però la documentazione è estremamente scarsa o del tutto inesistente; a partire dalla XXVI legislatura (11 giugno 1921-25 gennaio 1924) la voce scompare dal titolario della Segreteria.
Il Regolamento successivo a queste importanti riforme è quello del 1888 in cui, rispetto ai regolamenti precedenti, viene solo elevato a diciotto il numero dei membri della Commissione per le petizioni (art. 13). Non si riscontrano sostanziali varianti nel Regolamento del 1900.
Nel Regolamento del 1922 emanato nel corso della XXVI legislatura (11 giugno 1921-25 gennaio 1924) si stabilisce soltanto che «le petizioni e i decreti registrati con riserva sono pure inviate alle singole Commissioni, secondo il criterio di competenza» (art. 6).
Nel Regolamento del 1925 si ribadisce che il numero dei membri della Commissione delle petizioni venga aumentato a diciotto (art. 13) e, in particolare, si specifica che la Giunta delle petizioni debba riferire sulle richieste non attinenti ai disegni di legge ogni quindici giorni (art. 101, comma 2); che le relazioni della suddetta Giunta vengano messe all'ordine del giorno del successivo lunedì e quel giorno avranno la precedenza su ogni altra materia (art. 101, comma 3); che la Camera su proposta della Commissione o di un deputato possa deliberare di esaminare una petizione o di passarla all'ordine del giorno e, nel primo primo, tale deliberazione determina l'invio al Ministero o alla Commissione parlamentare competente o agli «archivi» per essere presa in considerazione in un secondo momento (art. 101, comma 4 e comma 5); che se uno o più deputati presentino un ordine del giorno su una o più petizioni, questo verrà subito trattato come una mozione, seguendone tutta la procedura (art. 101, comma 6).
Rispetto al precedente, nel Regolamento del 1930 si specifica che il presidente scelga i nomi dei nove deputati componenti la Commissione per l'esame delle petizioni (artl 12, comma 1, punto i).
Il Regolamento del 1938 non evidenzia sostanziali modifiche rispetto alle procedure già conosciute; specifica soltanto che la firma, salvo il caso che la petizione venga presentata da un consigliere nazionale, sia autenticata dal podestà o da un notaio del luogo di residenza del richiedente (art. 66, comma 1); che il presidente trasmetta la petizione alla Commissione competente (art. 66, comma 2); che la Commissione, nella sua prima riunione, stabilisca la trasmissione al ministro competente oppure se non debba essere presa in considerazione (art. 66, comma 3); e infine che tale deliberazione venga trasmessa dal presidente della Camera al petente (art. 66, comma 4).


Descrizione del contenuto

La serie conserva, con qualche lacuna, le petizioni - legali ed illegali insieme fino al 1860 poi separate dal 1861 - pervenute alla Camera dei deputati dal 1848 al 1938; tuttavia i Registri della Commissione delle petizioni coprono un arco cronologico più ampio, arrivando fino al 1958. Sono mancanti quelle ritirate dagli stessi petenti, quelle inviate ai Ministeri, a volte in maniera cumulativa, per i provvedimenti di competenza specifica - e in questo caso è presente, di norma ma non sempre, la minuta della trasmissione - o alle singole Commissioni incaricate di formulare i disegni di legge attinenti all'oggetto delle petizioni (Regolamento 1868, art. 57; Regolamento 1888, art. 103; Regolamento 1900, art. 111; Regolamento 1925, art. 101, comma 1; Regolamento 1930, art. 92, comma 1; Costituente, art. 111; Regolamento 1948, art. 6, comma 1; Regolamento 1949, art. 30). In quest'ultimo caso le petizioni si trovano quindi nella serie Disegni e proposte di legge e incarti delle commissioni (1848 - 1943).
Le petizioni sono conservate dalla I alla XX legislatura (5 aprile 1897-17 maggio 1900) in fascicoli numerati progressivamente da 1 a 200. Con la XXI (16 giugno 1900-18 ottobre 1904) termina il condizionamento delle petizioni in fascicoli numerati; da questo momento in poi ogni singola petizione costituirà un fascicolo a sé stante; si segnala peraltro che già dal fascicolo 198 della precedente legislatura alcune petizioni sono condizionate in camicie contenenti sul frontespizio l'indicazione della legislatura in cui vennero discusse. Questa modalità diventerà la norma con la legislatura successiva, quando i fascicoli, contenendo di fatto ogni singola richiesta, cambieranno denominazione, comprendendo anche l'indicazione della legislatura di riferimento (es. "Camera dei deputati. Giunta per le petizioni. Legislatura XXI").
La numerazione delle singole petizioni è continua dal 1848 al 1871 (nn. 1-13659); con il trasferimento della Camera a Roma, compiuto nel mese di giugno del 1871, la numerazione ricomincia da 1. I numeri venivano apposti in genere in alto a sinistra insieme alla data della registrazione e poi ripetuti sul verso: la data di registrazione compare sino al fasc. 69 corrispondente alla fine della VII legislatura (2 aprile-17 dicembre 1860) per poi non essere più indicata.
Le richieste venivano generalmente indirizzate al Presidente della Camera o al suo vicepresidente, talvolta genericamente ai deputati e solo raramente al deputato del Collegio elettorale cui il petente apparteneva: tutte però, secondo il regolamento, dovevano essere inoltrate attraverso uno o più deputati.
Sul verso di ciascuna petizione la Segreteria di norma, ma non sempre, era solita annotare una serie di informazioni di cui si dà qualche esempio: il motivo dell'esclusione (p. es. "contraria all'art. 57 dello Statuto" che richiedeva la maggiore età, oppure soltanto "contraria allo Statuto"), la data dell'"ordine del giorno", quella in cui venne riferita in aula, l'indicazione "agli archivi", l'eventuale indicazione dell'urgenza, il nome del deputato da cui era stata presentata, il rimando al numero di un'altra petizione nel caso in cui la richiesta avesse lo stesso oggetto, il dicastero cui veniva inviata, l'oggetto in forma sintetica, o indicazioni relative all'iter burocratico (p. es. "I numerosi fogli contenenti le firme sono nella Segreteria"), ecc.
La descrizione delle petizioni, nel rispetto del criterio con cui vengono presentate nell'inventario di sala studio, è stata organizzata per legislatura; va comunque tenuto presente che in alcuni casi le petizioni afferenti ad una legislatura sono contenute nel fascicolo di quella precedente.

La documentazione (fascicoli, registri e volumi) è di norma conservata nelle buste; fanno eccezione alcuni registri ("Registri della Commissione delle petizioni", "Rubriche delle petizioni legali" e un solo registro delle "Rubriche diverse"), già condizionati in buste almeno prima del restauro, ed ora sciolti. Poiché sul dorso di ciascuno è indicato il numero della vecchia unità di condizionamento, tale numero è stato inserito nel campo "unità di conservazione" di ogni scheda per rendere possibile il reperimento di ogni singolo pezzo.


Strumenti di ricerca

Camera dei deputati. Archivio storico, Archivio della Camera regia, 2003, pp. 85-92 (inventario di sala studio).


Archivi fotografici

L'ampliamento del palazzo
Il nuovo palazzo del Parlamento Italiano: le fondamenta dell'aula della Camera
Il nuovo palazzo del Parlamento Italiano: le fondamenta dell'aula della Camera
Piazza del Parlamento - Prospetto del nuovo palazzo
Piazza del Parlamento - Prospetto del nuovo palazzo
V. Pica, il prof. Tesorone, l'architetto Basile, D. Trentacoste, Ducrot, attorno a un tavolo
V. Pica, il prof. Tesorone, l'architetto Basile, D. Trentacoste, Ducrot, attorno a un tavolo
Parlamento. Il centro delle demolizioni dietro a Montecitorio
Parlamento. Il centro delle demolizioni dietro a Montecitorio
Ingresso principale Piazza Montecitorio - Particolare del medaglione scultoreo
Ingresso principale Piazza Montecitorio - Particolare del medaglione scultoreo
Il fregio decorativo della nuova aula parlamentare. Aristide Sartorio lavora al fregio
Il fregio decorativo della nuova aula parlamentare. Aristide Sartorio lavora al fregio
Transatlantico - Galleria dei passi perduti
Transatlantico - Galleria dei passi perduti
I lavori per la nuova Aula di Montecitorio; copertura delle nuove costruzioni fine settembre
I lavori per la nuova Aula di Montecitorio; copertura delle nuove costruzioni fine settembre
Ingresso principale Piazza Montecitorio - Veduta dell'Atrio
Ingresso principale Piazza Montecitorio - Veduta dell'Atrio
La vecchia aula Comotto di Montecitorio, abbandonata perchè pericolante
La vecchia aula Comotto di Montecitorio, abbandonata perchè pericolante
Piazza Montecitorio - Prospetto (visuale d'angolo)
Piazza Montecitorio - Prospetto (visuale d'angolo)
Il soffitto dell'aula in legno di quercia e con vetrata del Beltrami
Il soffitto dell'aula in legno di quercia e con vetrata del Beltrami
La fontana demolita per la costruzione dell'aula attuale
La fontana demolita per la costruzione dell'aula attuale
Corridoio dei busti
Corridoio dei busti
Piazza del Parlamento - Visuale d'insieme dall'angolo di Via della Missione
Piazza del Parlamento - Visuale d'insieme dall'angolo di Via della Missione
La fontana tornata in luce dopo la demolizione dell'aula Comotto
La fontana tornata in luce dopo la demolizione dell'aula Comotto
Preparativi per l'apertura della Camera dei Deputati. Le pulizie
Preparativi per l'apertura della Camera dei Deputati. Le pulizie
Transatlantico - Galleria dei passi perduti
Transatlantico - Galleria dei passi perduti
Ingresso Piazza del Parlamento - Atrio del nuovo palazzo
Ingresso Piazza del Parlamento - Atrio del nuovo palazzo
Preparativi per l'apertura della Camera dei Deputati. Il nuovo cavalcavia in via della Missione
Preparativi per l'apertura della Camera dei Deputati. Il nuovo cavalcavia in via della Missione
Ingresso principale Piazza Montecitorio - Particolare del medaglione scultoreo
Ingresso principale Piazza Montecitorio - Particolare del medaglione scultoreo
La facciata del nuovo Palazzo, progetto di prospetto sulla piazza
La facciata del nuovo Palazzo, progetto di prospetto sulla piazza
Giardino d'onore (cortile interno Palazzo Montecitorio)
Giardino d'onore (cortile interno Palazzo Montecitorio)
Il cortile del Fontana dopo la demolizione dell'Aula Comotto
Il cortile del Fontana dopo la demolizione dell'Aula Comotto
Transatlantico - Galleria dei passi perduti
Transatlantico - Galleria dei passi perduti
Architettura d'Archivio
Archivio digitale
Pio La Torre