Archivio storico della Camera dei Deputati

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Verbali degli uffici 1851 - 1943

Fin dal Parlamento subalpino era previsto che il lavoro legislativo preparatorio fosse effettuato tramite gli Uffici. Questi, fissati dall'articolo 2 del regolamento del 1848 nel numero di sette, divennero nove a partire dal 1863.
Gli Uffici avevano una duplice funzione di cui la prima era riferita alle sole proposte di legge d'iniziativa parlamentare: dare un parere preventivo circa la loro ammissione alla lettura in seduta pubblica. La seconda e più importante funzione veniva svolta nei confronti di tutti i progetti di legge sui quali essi attuavano un esame più particolareggiato, esprimendo un parere ed eleggendo un commissario. L'insieme dei commissari eletti dagli Uffici costituiva la Commissione che procedeva all'esame completo del progetto di legge e alla designazione di un relatore che, nel giorno fissato per la discussione, riferiva in Aula il parere della Commissione stessa.
Dal 1868 al 1873 fu decisa la soppressione degli Uffici sostituendo al sistema fino ad allora in vigore quello delle "tre letture". Scomparve perciò, la suddivisione della Camera in nove Uffici creati per sorteggio, mentre le competenze di questi passavano alla Camera stessa costituita in "Comitato privato". I progetti di legge presentati alla Camera in nome del re o mandati dal Senato avevano la procedura seguente: annunziati alla Camera erano stampati, distribuiti ai deputati e trasmessi al Comitato privato. Il Comitato privato esaminava il progetto di legge e nominava una giunta per riferirne alla Camera. Dopo che la relazione della Giunta era stampata e distribuita la Camera procedeva in seduta pubblica prima alla discussione generale, quindi alla discussione e alla votazione. Infine aveva luogo la votazione della legge nel suo complesso per scrutinio segreto (articolo 48). I progetti d'iniziativa parlamentare seguivano lo stesso iter, preceduto però, da una deliberazione della Camera "di prenderli in considerazione" dopo la lettura in seduta pubblica autorizzata dal Comitato privato (articolo 49)[1].
Nel 1873 il sistema della lettura negli Uffici venne ripristinato, anche se continuarono le polemiche che ne avevano determinato l'abolizione. Dopo ripetuti tentativi di modificare la procedura su questo punto, nel 1888, la Giunta permanente per il regolamento pervenne alla determinazione di reintrodurre il sistema delle "tre letture", non in sostituzione ma in aggiunta a quello degli Uffici, lasciando che fosse il proponente (Governo o singolo deputato) a scegliere la forma di presentazione.
Il sistema di nomina degli Uffici, che da sempre avveniva tramite sorteggio, sembrò inadeguato quando, nella XXV legislatura acquistò maggiore rilievo la presenza dei Gruppi parlamentari. Si giunse, così, nel 1920 alla riforma che portò all'istituzione di commissioni permanenti[2],
nominate per esercizio finanziario e i cui membri venivano eletti dai Gruppi politici, costituenti ciascuno un Ufficio, in ragione di uno ogni venti iscritti al Gruppo.
Tali commissioni erano nove e tra di loro era suddiviso, secondo la competenza, tutto il lavoro preparatorio alle discussioni in Aula. Nel 1922 esse furono aumentate di numero da nove a dodici[3], abolendo nel contempo la necessità dell'autorizzazione alla lettura per le proposte di legge d'iniziativa parlamentare.
La vittoria del Partito fascista nelle elezioni del 1924 portò, nel corso della XXVII legislatura, all'abolizione delle disposizioni relative ai Gruppi ed alle commissioni permanenti e al ripristino del vecchio sistema degli Uffici. Nel giugno del 1924, fu approvato un complesso di modifiche al regolamento che, tra l'altro, abolì le "tre letture", procedimento ormai caduto in desuetudine. Sempre durante la XXVII legislatura furono apportate altre modifiche al regolamento tra cui l'istituzione di una Commissione permanente per l'esame dei progetti di conversione dei decreti-legge che non fossero di competenza della Giunta del bilancio e della Giunta dei trattati, ammettendo però la procedura degli Uffici su richiesta del governo o di dodici deputati; queste proposte furono approvate nel dicembre 1927.
Sino al 1939, per l'esame preparatorio del lavoro legislativo in Assemblea la Camera dei deputati si divideva in Uffici e commissioni; i primi continuavano a lavorare secondo la vecchia procedura mentre, per ragioni tecniche, alcune materie alle quali sembrava necessario assicurare, con continuità, il contributo di esperti, venivano devolute all'esame delle commissioni permanenti.
Nel 1939, dopo la soppressione della Camera dei deputati, la Camera dei fasci e delle corporazioni adottò un nuovo regolamento che prevedeva fra l'altro la costituzione di commissioni permanenti che, oltre ad esaminare i progetti di legge in via preliminare, li approvavano in via definitiva.
La serie Verbali degli Uffici rispecchia nelle sue linee generali l'evoluzione della procedura regolamentare in materia di primo esame delle leggi. La serie, tuttavia attualmente non si presenta completa almeno rispetto alla situazione disegnata da Solidati e Mariotti nel 1882. Sono ancora conservati i registri delle decisioni degli Uffici relativi al primo esame di ammissibilità per il biennio 1875-1876; i registri degli Uffici relativi al secondo esame per i periodi 1851-1868, 1873-1920, 1924-1938; i registri dei comitati privati per gli anni 1868-1873 e delle Commissioni permanenti per gli anni 1920-1924 che integrano i precedenti registri per il periodo in cui questi organi sostituirono gli Uffici. Nella serie sono conservati anche registri relativi ad alcune giunte o commissioni, le cui funzioni impropriamente possono essere assimilate a quelle degli Uffici.

pac. 62 di regg. 510 e bb. 15 - Inventario sommario

Leg. IV (1851-1853) regg. 14
Leg. V (1853-1857) regg. 14
Leg. VI (1857-1859) regg. 14
Leg. VII (1860) regg. 9
Leg. VIII (1861-1865) regg. 72
Leg. IX (1865-1867) regg. 18
Leg. X (1867-1868) regg. 18 [4]
Leg. X (1868-1870) regg. 3 [5]
Leg. XI (1870-1873) regg. 5 [6]
Leg. XI (1873-1874) regg. 27
Leg. XII (1874-1876) regg. 27
Leg. XII (1874-1876) regg. 18 [7]
Leg. XIII (1876-1880) regg. 45
Leg. XIV (1880-1882) regg. 18
Leg. XV (1882-1886) regg. 36
Leg. XVI (1886-1890) regg. 36
Leg. XVII (1890-1892) regg. 9
Leg. XVIII (1892-1894) regg. 9
Leg. XIX (1895-1896) regg. 9
Leg. XX (1897-1900) regg. 27
Leg. XXI (1900-1904) regg. 18
Leg. XXII (1904-1908) regg. 9
Leg. XXIII (1909-1913) regg. 9
Leg. XXIV (1913-1919) regg. 1
Leg. XXV (1919-1920) regg. 9
Leg. XXV (1920-1921) bb. 2[8]
Leg. XXVI (1921-1924) bb. 11 [9]
Leg. XXVII (1924-1928) regg. 9
Leg. XXVIII (1929-1934) regg. 10 [10]
Leg. XXIX (1934-1938) regg. 9
Leg. XXIX (1934-1938) regg. 4 [11]
Leg. XXX (1939-1943) b. 1 [12]
Leg. XXVI-XXX (1927-1941) b. 1 [13]

Archivi fotografici

L'aula
Aula attuale
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Pulizie in Aula
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Aula attuale
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Aula
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L'aula provvisoria n. 1 della Camera
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Aula
Aula
Seconda metà  degli anni '30 - modifiche dell'Aula successive al 9 maggio 1936
Seconda metà  degli anni '30 - modifiche dell'Aula successive al 9 maggio 1936
Aula
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L'aula di Montecitorio, detta Comotto (Foto dipinta o acquerellata)
L'aula di Montecitorio, detta Comotto (Foto dipinta o acquerellata)
Aula
Aula
Il grande fregio di Aristide Sartorio collocato intorno alla cupola della nuova aula del Parlamento
Il grande fregio di Aristide Sartorio collocato intorno alla cupola della nuova aula del Parlamento
Banco delle votazioni in Aula
Banco delle votazioni in Aula
Aula
Aula
Camera dei Fasci e delle Corporazioni, prospettiva dell'Aula
Camera dei Fasci e delle Corporazioni, prospettiva dell'Aula
L'aula provvisoria n. 1 della Camera
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Aula
Aula
Seduta Assemblea Costituente
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Armature metalliche di copertura dell'Aula
Armature metalliche di copertura dell'Aula
Particolare del fregio al disopra delle tribune nell'aula Basile, inaugurata nel 1918
Particolare del fregio al disopra delle tribune nell'aula Basile, inaugurata nel 1918
L'aula provvisoria n. 1 della Camera
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Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Il Re inaugura la Legislatura
Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Il Re inaugura la Legislatura
Velario
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L'aula dal banco della Presidenza
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