Archivio storico della Camera dei Deputati

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Interrogazioni, mozioni, ordini del giorno 1880 - 1928

Testo autografo di un ordine del giorno presentato dal deputato Meda sul progetto di legge di estensione del suffragio elettorale, s.d., [1912] ASCD, Archivio della Camera Regia, Disegni e proposte di legge e incarti delle Commissioni, vol. 904, A. C. 907
Interrogazioni, mozioni e interpellanze costituiscono gli strumenti attaverso i quali il Parlamento esercita la funzione ispettiva sull'operato del Governo. Il regolamento provvisorio del 1848 non stabiliva alcuna norma per la presentazione di interpellanze e interrogazioni, che di conseguenza venivano svolte e discusse immediatamente senza essere preannunciate. Col tempo, però, dal momento che questo modo di procedere intralciava i lavori del Parlamento, andarono affermandosi alcune consuetudini che vennero poi introdotte nei regolamenti.
Le interpellanze furono disciplinate per la prima volta nel regolamento del 1863 il quale, all'articolo 56, stabiliva che "ogni deputato il quale intenda muovere interpellanza ai ministri ne consegnerà la proposta in scritto al Presidente all'apertura dell'adunanza in cui desidera che sia annunciata. Tale proposta indicherà sommariamente l'oggetto dell'interpellanza. Il Presidente ne darà lettura alla Camera". Nel successivo articolo 57 venivano stabilite le modalità della risposta con una serie di norme - tra le quali quella della presentazione scritta - che vennero integrate nel 1868.
Quanto alle interrogazioni, se ne fa menzione nel regolamento del 1868, dove si chiariva che "un deputato che intenda rivolgere una semplice interrogazione o richiedere una comunicazione di documenti" era tenuto a darne "annunzio preventivo", consentendogli di porre la domanda immediatamente qualora la Camera avesse consentito (articolo 69).
Poiché non cessavano i contrasti fra i deputati e i ministri, si decise di modificarlo. Le motivazioni sono ben evidenti nella relazione di Bonghi quando, nel 1887, presentando le riforme, scriveva: "il diritto d'interrogazione e di interpellanza se ben disciplinato, è dei più preziosi al buon andamento del Governo parlamentare, alla sua efficacia sul paese; come mal disciplinato, è il più adatto a sciupare il tempo di tutti, deputati e ministri. Interessa quindi gli uni e gli altri che non sia intralciato nel suo esercizio, né intralci: le quali cose ora succedono l'una e l'altra"[1]. Fu in tale sede che venne precisata la definizione di interrogazione e interpellanza mettendo così finalmente ordine nell'esercizio concreto da parte dei deputati della funzione ispettiva. All'articolo 71 l'interrogazione veniva definita come una "semplice domanda se un fatto sia vero, se alcuna informazione sia giunta al Governo o se sia esatta; se il Governo intenda comunicare alla Camera documenti che al deputato occorrano, o abbia preso o sia per prendere alcuna risoluzione su oggetti determinati"; mentre l'interpellanza aveva per oggetto "i motivi e gl'intendimenti" della condotta del Governo (articolo 72). Nella stessa sede veniva anche stabilito che le interrogazioni al pari di quanto già avveniva per le interpellanze, dovessero essere presentate per iscritto.
Le mozioni invece acquistano rilievo formale solo a partire dal 1888, quando venne approvata una proposta della Commissione per il regolamento che ne disciplinava la presentazione stabilendo che il Presidente non potesse leggerle in seduta pubblica se prima tre Uffici non ne avessero autorizzato la lettura o la mozione non fosse stata firmata da dieci deputati[2].
Tranne alcune modifiche procedurali che precisavano meglio l'esercizio delle tre forme di controllo parlamentare, la disciplina di interrogazioni, interpellanze e mozioni rimase sostanzialmente immutata.
Il ricorso agli ordini del giorno è il risultato di una consuetudine entrata via via in uso alla Camera e disciplinata con precisione solamente negli anni 1887-1891, allorché si decise che "la presentazione di un ordine del giorno relativo all'argomento in discussione non dà diritto a discorrere dopo dichiarata chiusa la discussione" (articolo 77).
La serie conserva gli originali manoscritti di interrogazioni, interpellanze, mozioni e ordini del giorno, raccolti separatamente e divisi - quelli relativi a interpellanze e interrogazioni - per ministeri.
La documentazione, come serie autonoma inizia dalla XIV legislatura e presenta lacune, in particolare risultano mancanti gli incarti relativi alle legislature XV e XVI; ad integrazione della serie per il periodo precedente si può consultare la serie Incarti di Segreteria. I documenti sono rilegati in volume per gli anni 1880-1882 e 1890-1913 mentre sono raccolti in pacchi per gli anni 1913-1928.

voll. 33, bb. 20 - Inventario sommario


Leg. XIV (1880-1882) vol. 1
Leg. XVII (1890-1892) vol. 1
Leg. XVIII (1892-1894) vol. 1
Leg. XIX (1895-1897) voll. 3
Leg. XX (1897-1900) voll. 8
Leg. XXI (1900-1904) voll. 4
Leg. XXII (1904-1909) voll. 5
Leg. XXIII (1909-1913) voll. 10
Leg. XXIV (1913-1919) bb. 8
Leg. XXV (1919-1921) bb. 5
Leg. XXVI (1921-1923) bb. 4
Leg. XXVII (1924-1928) bb. 2
Leg. XXVIII (1929-1934) b. 1

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Stanza con foto dei Presidenti della Camera - anticamera prima del cavalcavia
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