Archivio storico della Camera dei Deputati

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Commissioni parlamentari d'inchiesta

Commissione d'inchiesta sulle terre liberate e redente
1920 - 1922
faldoni-buste 81
349 fascicoli

Storia istituzionale

All'inizio dei lavori di riordinamento l'archivio della Commissione (1) era raccolto in 55 buste identificate propriamente quale Archivio della Commissione parlamentare d'inchiesta per le terre liberate e redente (2) e in 19 cartelle, costituite da documenti estratti dalle buste a fini di consultazione e mai reinseriti nella collocazione originaria. Si è riconosciuta inoltre parte integrante dell'archivio in questione anche la documentazione rinvenuta nelle buste ex nn. 55, 56 e 111 (3) del fondo della Commissione parlamentare d'inchiesta per le spese di guerra.
L'archivio era molto disordinato, e le ragioni sono da attribuirsi a fattori diversi dei quali è stato necessario tenere il debito conto per impostare l'intervento di recupero.
Si è verificato, infatti, che il disordine era stato in parte determinato dalle precarie condizioni logistiche e ambientali nelle quali la documentazione ha a lungo stazionato, con il conseguente deterioramento delle buste originarie e, in alcuni casi non infrequenti, con gravi danni riguardo la conservazione delle carte stesse.
Un'altra causa "esterna" del disordine può essere individuata nelle consultazioni dei documenti, avvenute in maniera casuale e sostanzialmente poco attenta al mantenimento dell'organicità del fondo documentario.
Esistono poi ragioni più propriamente legate allo svolgersi dei lavori della Commissione, soprattutto relativamente alla fase finale della sua attività. Occorre infatti ricordare due elementi: 1) che il complesso della documentazione prodotta ed acquisita nel corso dei lavori fu in larga misura rimaneggiata alla fine dell'inchiesta della stessa Commissione allo scopo di raccogliere il materiale utile alla stesura della Relazione finale; 2) che gran parte della documentazione fu poi trasferita alla Ragioneria generale dello Stato per i procedimenti di recupero all'Erario delle somme che a seguito delle indagini risultarono indebitamente riscosse o erogate. La Ragioneria, espletati i propri compiti, restituì alla Camera la documentazione esaminata condizionata in pacchi numerati con segnature che non avevano alcun riferimento all'ordine originario.


(1) La Commissione parlamentare d'inchiesta per le terre liberate e redente venne istituita con la legge 18 luglio 1920, n. 1005. Nell'arco di sei mesi avrebbe dovuto accertare la regolarità delle gestioni amministrative e contabili relative all'assistenza delle popolazioni e dei profughi e alla ricostruzione del Trentino e della Venezia Giulia; verificare la corretta erogazione degli oneri finanziari sostenuti dallo Stato per spese fatte in dipendenza di dette gestioni; accertare le eventuali responsabilità morali, giuridiche, amministrative e politiche e proporre provvedimenti atti a reintegrare l'erario (articolo 1).
Il mandato fu poi prorogato con la legge 29 dicembre 1921, n. 1979, e si concluse il 30 giugno 1922.
La Commissione era composta da 14 membri (sette senatori e sette deputati) che dovevano eleggere nel loro ambito il presidente e il vicepresidente, affiancati da un segretario generale e da un ufficio di segreteria con personale proveniente dai vari rami dell'amministrazione statale. La segreteria generale ebbe sede in Roma presso Palazzo Venezia mentre il centro operativo cui facevano riferimento i delegati era presso l'Intendenza di finanza di Treviso.
Per ciascuno dei settori d'indagine vennero selezionati i casi di maggiore rilievo tra quelli segnalati, al fine di ricostruire le scelte adottate dalle amministrazioni. Fu pertanto raccolta una notevole quantità di documentazione, tra cui in particolare le inchieste e i rapporti ufficiali predisposti dagli uffici tecnici dello Stato.
Le informazioni furono spesso integrate di ispezioni tecniche eseguite dagli esperti dell'amministrazione statale (Pubblica sicurezza, Tesoro, Intendenze di finanza, eccetera) che riferivano ai delegati della Commissione. In tal modo si rilevarono le irregolarità più gravi commesse da ciascuna amministrazione, se ne individuarono le cause e le conseguenti responsabilità agli effetti amministrativi, civili e penali.
(2) Cfr. l'elenco dei fondi archivistici del "Parlamento del Regno d'Italia" conservato presso gli uffici dell'Archivio storico della Camera dei deputati e i due volumi a cura di A. Moioli sulla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle terre liberate, Camera dei deputati, Archivio storico, 1991.
(3) Cfr. l'elenco dei fondi citato nella nota precedente.


Descrizione del contenuto

Scopo del lavoro archivistico effettuato è stato quello di ricostruire l'ordinamento originario che fu attribuito agli atti nel corso dell'inchiesta dallo stesso archivista della Commissione Gabriele Vitagliano, chiamato dal Ministero del tesoro.
Naturalmente si è sempre dato conto degli spostamenti e rimaneggiamenti della documentazione dove ne esistevano espliciti riferimenti, riportati sui frontespizi delle cartelline originali; così nel caso delle relazioni di Alessandro Gasparini sui magazzini di materiale (cfr. fasc. 127), degli "Atti informativi sull'opera del Presidente del Comitato Governativo di Treviso onorevole Ernesto Pietriboni" (cfr. fasc. 203), degli "Atti relativi alla fornitura di legname della ditta Sclaverani Vittorio" (cfr. fasc. 208) e dei "Verbali di interrogatorio per contestazione di responsabilità amministrative e morali" (cfr. fasc. 218).
Per quanto riguarda invece la documentazione inviata alla Ragioneria generale dello Stato per i provvedimenti cui si è accennato, può fornire tutte le indicazioni necessarie l'"elenco degli atti della cessata Commissione parlamentare d'inchiesta per le spese delle terre liberate e redente che si rimettono all'onorevole Camera dei deputati", inviato dalla Ragioneria generale alla Segreteria generale della Camera, insieme ad analoghi elenchi di documenti appartenenti alla Commissione d'inchiesta per le spese di guerra e conservato nell'archivio della Commissione suddetta.
È importante infine segnalare le lacune riscontrate: manca in primo luogo la serie dei verbali delle riunioni della Commissione, che avrebbe costituito documentazione di notevole interesse non solo per la ricostruzione delle indagini compiute, ma anche per l'approfondimento delle modalità con cui il lavoro venne svolto dalla Commissione stessa.
Mancano inoltre alcune delle relazioni elaborate nei diversi settori d'indagine, come la relazione sull'assistenza ai profughi di guerra a Genova, di cui si conservano solo gli allegati (cfr. fasc. 73), la relazione sui lavori di ricostruzione a Treviso e Bassano, redatta da Umberto Ellero (cfr. fasc. 126), la relazione di Alessandro Gasparini sulla gestione del Comitato governativo (cfr. fasc. 204) e la relazione sul servizio di risarcimento dei danni di guerra del 25 novembre 1921, di cui si conservano invece gli allegati (cfr. fasc. 282).
Non è stato agevole individuare i criteri in base ai quali il materiale documentario era organizzato. L'analisi degli strumenti originari di consultazione, in particolare dei registri di protocollo della corrispondenza e delle rubriche, ha messo in luce l'esistenza di un titolario di classificazione degli atti che si è potuto solo parzialmente ricostruire anche attraverso le segnature di alcune cartelline originarie dei fascicoli.
Il sistema di classificazione adottato dalla Commissione prevedeva una articolazione in 10 titoli, ciascuno suddiviso in sottotitoli e fascicoli. Tale sistema di classificazione non venne tuttavia rigorosamente seguito dagli impiegati addetti all'archivio.
Inoltre, come si è detto, il materiale subì successive modifiche al momento della predisposizione dei documenti riassuntivi e della Relazione generale.
Ai fini della ricostruzione dell'ordine originario si è resa pertanto necessaria una schedatura dei fascicoli e dei sottofascicoli molto analitica. Si sono infatti individuati il titolo originario della pratica, gli estremi cronologici e le segnature archivistiche e alcune caratteristiche specifiche della documentazione acquisita, tra cui gli eventuali destinatari del carteggio e la provenienza delle numerose relazioni pervenute alla Commissione. Per queste ultime si è, in generale, adottato il criterio di segnalarne la presenza, il titolo originale o la materia trattata, l'autore e la data.
Si è, inoltre, specificata sempre l'esistenza di materiale a stampa, di documentazione fotografica, di disegni e di planimetrie.
Le maggiori difficoltà si sono presentate non tanto nella attribuzione dei singoli fascicoli a ciascun titolo, quanto nel criterio da seguire nell'ambito di ciascun titolo. Si segnalano in proposito i titoli 5. Assistenza profughi, 6. Assistenza magazzini, 7. Riparazioni danni di guerra e 8. Risarcimento danni di guerra: per ciascuno di essi si è operato valutando il significato delle specifiche segnature, delle diverse numerazioni dei fascicoli e dei collegamenti interni tra le pratiche.
L'integrità del fascicolo e del sottofascicolo è stata sempre rispettata e in molti casi anche ricostruita. Analogamente si è spesso ricostituita l'integrità di molte relazioni, riaccostando sia parti del testo "disperse" nell'archivio, sia gli allegati al testo.
Quando non si sono rinvenute tracce di un ordine precedente si è descritta prima la documentazione di carattere generale (normativa, circolari, verbali, relazioni, corrispondenza generale), poi le pratiche specifiche.
L'inventario risulta pertanto strutturato come segue:
Titolo 1. Affari generali (fascc. 1-17)
Il titolo 1, che comprendeva gli atti relativi al funzionamento della Commissione, ha presumibilmente subito le perdite maggiori. Mancano infatti i verbali e tutto il materiale operativo relativo alle convocazioni e ai lavori della Commissione. Allo stato attuale lo costituiscono i criteri istitutivi della Commissione, le disposizioni in materia di assistenza, ricostruzione e risarcimenti, alcune minute della relazione generale, i protocolli e le rubriche.
Titolo 2. Locali, economato, cassa (fasc. 18)
Si tratta di un unico fascicolo relativo ai locali, alle spese di manutenzione, ai beni mobili e alla liquidazione di indennità e missioni.
Titolo 3. Personale (fascc. 19-24)
Si conservano le proposte e i decreti di nomina dei membri della Commissione e della segreteria, con i riferimenti alle amministrazioni di provenienza.
Titolo 4. Atti generali della materia d'inchiesta (fascc. 25-37)
La documentazione riguarda la normativa raccolta dalla Commissione in relazione all'azione di recupero dei beni indebitamente percepiti, le relazioni e la corrispondenza scambiata in proposito con la Procura generale della Corte dei conti e la Ragioneria generale dello Stato, gli interrogatori e le testimonianze effettuate in particolare sul tema dell'assistenza. Gran parte della documentazione che in origine era stata classificata nell'ambito del titolo 4 fu successivamente inserita nel titolo 10. Azioni di recupero, allo scopo di istruire i fascicoli intestati alle singole ditte inquisite. Al titolo 4 affluirono, inoltre, molti documenti prodotti da altri organi dello Stato ed acquisiti dalla Commissione per lo svolgimento dell'inchiesta; nel corso dei lavori di indagine, gli atti furono poi collocati in altri titoli attinenti alla materia specifica.
Titolo 5. Assistenza profughi (fascc. 38-118)
Oltre alla normativa sul tema, il titolo comprende numerose relazioni elaborate dai commissariati civili, dal Ministero per le terre liberate e dai diversi organismi incaricati dell'assistenza ai profughi. Il nucleo più consistente è rappresentato dalla documentazione relativa alle inchieste condotte presso le prefetture di Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Siracusa, Trento, Udine, Venezia, Verona e Vicenza.
Rientrano nel titolo anche i fascicoli riguardanti la corresponsione di sussidi ai profughi, la distribuzione delle forniture e la gestione degli acquisti destinati all'assistenza e, infine, i ricorsi e i reclami inoltrati in materia.
Titolo 6. Assistenza magazzini (fascc. 119-122)
La documentazione si riferisce alla gestione dei magazzini dei materiali utili all'assistenza, dipendenti dal Ministero dell'interno e dal Ministero per le terre liberate ed in particolare all'inchiesta che fu avviata sui prelevamenti durante il periodo bellico e negli anni immediatamente successivi.
Titolo 7. Riparazioni e ricostituzioni danni di guerra (fascc. 123-277)
Fanno capo al titolo 7 le relazioni acquisite sull'azione condotta dagli enti militari e dall'amministrazione civile dello Stato nel campo delle ricostruzioni. La documentazione, conservata nei fascicoli 127-148, riguarda i magazzini materiali allestiti per le forniture agli organismi dello Stato e alle ditte private incaricate dei lavori di ricostruzione. Seguono i "fascicoli generali" prodotti nel corso del lavoro della Commissione allo scopo di istruire l'inchiesta (fasc. 149-160) e il materiale relativo alle indagini sulle operazioni di ricostruzione eseguite dagli organi militari (fascc. 161-200) e dagli enti civili di ricostituzione (fascc. 201-267). Sono, infine, comprese alcune cartelle intestate a ricorsi, istanze e affari particolari.
Titolo 8. Risarcimenti danni di guerra (fascc. 278-293)
Si conservano la normativa, le circolari in tema di risarcimento, le pratiche generali riguardanti le indagini e i fascicoli allegati ad una relazione riassuntiva sul servizio dei risarcimenti redatta il 25 novembre 1921, che non è stata rinvenuta. Fa parte del titolo 8 anche il carteggio intrattenuto dalla Commissione con i diversi organi preposti all'accertamento e alla liquidazione dei danni (intendenze di finanza, agenzie delle imposte, uffici del registro, eccetera). Di particolare consistenza sono le cartelle intestate all'Istituto federale di credito per il risorgimento delle Venezie, istituito nel 1919 allo scopo di concedere anticipazioni e sovvenzioni sui risarcimenti dei danni in corso di accertamento.
Titolo 9. Affari estranei all'inchiesta (fascc. 294-295)
Nel titolo 9 vennero classificate domande di sussidi, di risarcimento e proteste pervenute alla Commissione, che però non costituirono mai materia di indagine.
Titolo 10. Azioni di recupero (fascc. 296-349)
Conserva le pratiche che furono inoltrate alla Ragioneria generale dello Stato per la concreta azione di recupero e di reintegrazione all'Erario delle somme indebitamente percepite dalle imprese fornitrici di opere e materiali. La documentazione in questione, pertanto, è compresa in un arco temporale più ampio dei lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta dal momento che le indagini proseguirono in sede giudiziaria. Il nucleo più consistente è costituito dai documenti sequestrati alla Società esercizio funicolari aeree Belloni ingegnere P. & C. , che vennero utilizzati come allegati al procedimento di recupero (bb. 61-81).


Pubblicazioni correlate
  • Commissioni parlamentari di inchiesta della Camera regia (1862-1874)
    Roma, 1994, pp. XXXII-88
  • Commissioni parlamentari di inchiesta della Camera regia (1893-1923)
    Roma, 1999, pp. XI-360

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