Archivio storico della Camera dei Deputati

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Commissioni parlamentari d'inchiesta

Commissione d'inchiesta sulle banche
22.03.1893 - 23.11.1893
faldoni-buste 14
63 fascicoli

Storia istituzionale

Giovanni Giolitti, Presidente del Consiglio, nella seconda tornata del 20 marzo 1893, presentò alla Camera dei deputati la relazione a stampa compilata dalla Commissione ministeriale incaricata della ispezione straordinaria agli istituti di emissione, presieduta da Gaspare Finali, ed un plico sigillato contenente gli elenchi nominativi di tutte le sofferenze degli istituti stessi.
In quel giorno, ed in quello successivo, ebbe luogo in Aula la discussione sulle comunicazioni del governo, che terminò con l'approvazione della proposta dei deputati Guicciardini, Facheris, Cirmeni, Brunicardi, Valli Eugenio, Ruggieri e Morelli-Gualtierotti: "La Camera, udite le dichiarazioni del Governo, delibera di deferire al Presidente la nomina di una Commissione di sette membri per esaminare i documenti presentati, fare quelle altre indagini, che creda necessarie per accertare le responsabilità politiche e morali, astenendosi dall'intervenire in quanto è di competenza dell'autorità giudiziaria".
Nella tornata del 22 marzo successivo Giuseppe Zanardelli, Presidente della Camera, comunicò di aver chiamato a far parte della Commissione gli onorevoli Bovio, Chiapusso, Falconi, Mordini, Nasi, Pellegrini e Rubini. Il 25 marzo annunciò che gli onorevoli Chiapusso, Falconi, Nasi e Rubini "per ragioni affatto obbiettive e di squisitissima delicatezza" avevano rinunciato all'incarico e in loro sostituzione nominò gli onorevoli Fani, Paternostro, Sineo e Gianforte Suardi che, unitamente agli onorevoli Bovio, Mordini e Pellegrini, formarono la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche, più comunemente conosciuta come Comitato dei sette.
La Commissione, riunitasi per la prima volta il 26 marzo 1893, nominò come proprio presidente, per acclamazione, Antonio Mordini e come segretario Antonio Paternostro. A quest'ultimo fu poi affiancato, in considerazione dell'"indole e della mole di lavoro" un altro segretario nella persona di Cesare Fani. Il giorno successivo, 27 marzo 1893, alle ore 9 del mattino, l'onorevole Giuseppe De Riseis, questore della Camera dei deputati, assistito dal comm. Raffaello Biffoli, direttore degli Uffici di segreteria della Camera, consegnò ad Antonio Mordini, presidente della Commissione, un plico di documenti sigillato con tre sigilli a ceralacca rossa che portava il timbro "Il Presidente del Consiglio dei Ministri". Oltre al plico fu consegnata al Mordini la cassa di ferro, ove il plico stesso era conservato, affinché lì venissero custoditi "i documenti e le carte relativi ai lavori della Commissione". Assistettero a questa operazione, della quale fu compilato apposito verbale, anche gli onorevoli Cesare Fani, Giovanni Bovio, Emilio Sineo, Clemente Pellegrini, Gianforte Suardi e Antonio Paternostro che, come già detto, unitamente all'onorevole Mordini, componevano la Commissione parlamentare d'inchiesta. Terminata la consegna, il presidente Mordini aprì il plico che conteneva sei buste sigillate intestate ai seguenti istituti di emissione: Banca Romana, Banca Nazionale, Banco di Napoli, Banco di Sicilia, Banca Nazionale Toscana e Banca Toscana di Credito.
Le prime sedute, come si evince dai rispettivi verbali, furono dedicate alla individuazione dei criteri operativi e di metodo cui la Commissione avrebbe dovuto attenersi e all'esame del plico contenente gli elenchi delle sofferenze degli istituti di emissione compilati dalla Commissione per l'ispezione straordinaria ai predetti istituti, presieduta da Gaspare Finali. Il Comitato dedicò poi alcune riunioni alla compilazione dei questionari ai quali avrebbero dovuto rispondere l'onorevole Gaspare Finali e gli altri ispettori che operarono per conto della Commissione da questi presieduta: compilò, inoltre, alcuni questionari per i direttori degli istituti di emissione. Prese visione delle relazioni originali compilate a seguito della ispezione straordinaria alle sei banche di emissione ordinata dall'onorevole Miceli, allora Ministro di agricoltura e commercio, con decreto 30 aprile 1889 e portata a termine nello stesso anno. Si adoperò per consultare, e vi riuscì, le carte processuali, conservate presso la Procura, legate al processo della Banca Romana; precisò, in più sedute, quali dovessero essere i compiti della Commissione, in rapporto alla presentazione, avvenuta il 22 marzo del 1893, del disegno di legge Giolitti-Lacava-Grimaldi, sul riordinamento bancario, con la Commissione della Camera incaricata di esaminare detto progetto.
La Commissione effettuò più di duecento interrogatori e non si limitò ad esaminare il plico delle sofferenze pervenutole dalla Commissione Finali ma ritenne utile istruire ulteriori indagini sugli istituti di emissione risalendo al 1880 e servendosi anche di ispettori che collaborarono con la Commissione presieduta da Finali, e cioè Enrico Martuscelli per la Banca Nazionale del Regno d'Italia, Luigi Orsini per la Banca Nazionale Toscana, Gaetano Durandi per la Banca Nazionale Toscana e per la Banca Toscana di Credito, Giacomo Regaldi per il Banco di Napoli e Vincenzo Mancioli per il Banco di Sicilia. Per quel che concerne i rapporti tra i predetti istituti e le persone, che furono individuate in politici (ministri, sottosegretari di Stato, deputati ed ex deputati) impiegati e giornalisti, l'indagine, per accertare le responsabilità politiche e morali di queste categorie individuate, risalì al 1886.
Numerose sedute furono infine dedicate all'esame degli atti delle ispezioni effettuate presso gli istituti di emissione che pervenivano, inviate o portate dai vari ispettori, presso la stessa Commissione che li aveva richiesti, alla individuazione dei nomi delle persone che dovevano figurare nella relazione e alla impostazione, nelle sue linee generali, della relazione finale, la cui compilazione fu demandata allo stesso Mordini, presidente della Commissione. Nell'esprimere le sue idee in proposito, il 2 ottobre 1893, nella prima riunione dedicata a tale argomento, il Mordini ebbe a dire: "Credo fermamente che per la relazione ci presenteremo innanzi alla Camera ed al paese con quella unanimità rimasta fra noi inalterata che ci ha sorretti in questi lunghi mesi di vita faticosa ed amara. Qui ciascuno di noi ha dimenticato la sua parte politica, compreso solo della grave e delicata responsabilità assunta e fummo perciò sempre unanimi".
In realtà gli auspici del Mordini non si verificarono. Nelle riunioni successive, che si protrassero per ben due mesi, ottobre e novembre, i componenti la Commissione, in maniera più o meno evidente, assunsero precise posizioni: una tendente ad attenuare le responsabilità del Governo Giolitti e l'altra ad evidenziare gli errori. Prevalse quest'ultima.
Il 23 novembre 1893 ebbe luogo l'ultima riunione della Commissione, riservata alla individuazione degli atti da stampare qualora la scelta fosse stata demandata dalla Camera alla stessa Commissione. La documentazione concernente l'attività della Commissione e da questa direttamente prodotta e quella acquisita nel corso delle indagini fu divisa in tre categorie:
a) da pubblicare: la relazione e i suoi quattro allegati (l'elenco delle sofferenze e quello delle rinnovazioni ripetute, l'estratto di alcune immobilizzazioni, la nota per le spese di giornali presso la Banca Nazionale);
b) da depositare presso l'Ufficio di Presidenza della Camera a libera visione dei deputati: i verbali della Commissione, gli interrogatori e le risposte scritte e gli altri documenti tranne quelli di cui alla categoria seguente;
c) c) da conservare segreti nell'archivio della Camera: gli elenchi delle sofferenze della Commissione Finali, le informazioni e gli stati nominativi chiesti dalla Commissione e ad essa affidati riguardanti rapporti per ragione privata".
Per quel che concerneva la restituzione degli atti originali trasmessi alla Commissione "da pubblici uffici governativi e bancari o di privati" fu deliberato di eseguire la copia dei documenti di cui al punto b) e di consegnarla all'Ufficio di Presidenza della Camera, restituendo senz'altro gli originali. Per quel che concerneva la sorte degli altri originali, quelli cioè esistenti al di fuori del punto b), veniva stabilito di comprenderli con i documenti prodotti dalla stessa Commissione "salvo la restituzione ad opera della Presidenza della Camera nel più breve tempo possibile".
Lo stesso giorno, nel pomeriggio, fu presentata e letta alla Camera la relazione finale con i relativi allegati, e si iniziò la prima fase della discussione. Il giorno seguente Giolitti rassegnò le dimissioni del suo ministero.
Con questo adempimento sarebbe dovuto terminare l'operato della Commissione. Essa invece dovette prolungare ancora i suoi lavori in quanto la Camera, approvando, nella seduta del 20 dicembre 1893, un ordine del giorno del deputato Cavallotti, decise la stampa di tutti i documenti, tranne (emendamento Di Rudinì) quelli destinati dalla Commissione all'Archivio segreto.
Ad operazioni ultimate gli atti pubblicati dalla Commissione risultano essere i seguenti:
- O.d.G. Guicciardini del 21 marzo 1893 di istituzione della Commissione (n. 169),
- relazione della Commissione (n. 169-A),
- elenchi delle sofferenze e delle rinnovazioni (n. 169-B),
- cenni intorno ad alcune immobilizzazioni (n. 169-C),
- assegni, associazioni e spese di stampa della Banca Nazionale nel Regno (n. 169-D),
- verbali delle adunanze della Commissione (n. 169-E),
- interrogatori (n. 169-F),
- risposte scritte e documenti in appendice agli interrogatori (n. 169-F bis),
- relazione dell'ispezione Biagini del 1889 sulla Banca Romana (n. 169-G),
- indagini di ordine personale (n. 169-H),
- estratti dai volumi 38-40 del processo della Banca Romana (n. 169-I),
- estratti dai volumi 38-40 del processo della Banca Romana (169-I bis),
- indagini di ordine generale (n. 169-L).
Di fatto, i membri della Commissione effettuarono una attenta selezione degli atti che avevano a disposizione, tanto che quelli dati alle stampe sono numericamente inferiori a quelli rimasti inediti.


Descrizione del contenuto

Il materiale archivistico non permette di fornire notizie particolareggiate sulle vicende subite dalla documentazione prodotta o acquisita dalla Commissione nel corso degli anni. La documentazione oggi riordinata, che si compone di 7.879 carte, è stata raccolta in 63 fascicoli contenuti in 14 buste e risulta divisa in due parti distinte. Nella prima parte (bb. 1-6) sono stati compresi tutti i documenti d'archivio pubblicati dalla Commissione. Nella seconda parte (bb. 7-14) sono stati collocati tutti gli atti non pubblicati dalla Commissione. Gli atti non dati alle stampe sono numericamente maggiori di quelli pubblicati e taluni di notevole interesse storico come ad esempio le relazioni, ed i numerosi allegati, degli ispettori che per conto della Commissione effettuarono indagini presso gli Istituti di emissione. La documentazione non pubblicata è stata suddivisa in tre distinte parti. Nella prima (b. 7) sono state collocate tutte le carte prodotte dalla Commissione che hanno un interesse generale, che possono cioè consentire di avere una visione d'insieme sull'operato del Comitato dei sette. Nella seconda (bb. 8-13) è stata posta la documentazione che ha per oggetto specificatamente le indagini effettuate sugli istituti di emissione: carte prodotte nel corso dell'effettuazione di precedenti ispezioni; relazioni, con i relativi allegati, presentate alla Commissione dagli ispettori incaricati di effettuare le indagini presso le direzioni generali degli istituti di emissione; carte indirizzate alla Commissione dai direttori generali delle banche oggetto d'indagine e, infine, carte elaborate direttamente dalla Commissione in seguito all'esame della documentazione raccolta. Nella terza parte (b. 14) sono stati collocati quattro registri contenenti indici di interrogazioni ed interpellanze, proposte, mozioni ed altro sulla "questione bancaria".


Strumenti di ricerca

Inventario a cura di Mario Squadroni


Bibliografia
  • E. Vitale, La riforma degli istituti d'emissione e gli "scandali bancari in Italia 1892-1896, Camera dei deputati 1972
    Gli istituti di emissione in Italia. I tentativi di unificazione 1843-1892, a cura di R. De Mattia, Bari, 1990
    Giolitti e la nascita della Banca d'Italia nel 1893, a cura di G. Negri, Bari, 1989


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Pubblicazioni correlate
  • Commissioni parlamentari di inchiesta della Camera regia (1893-1923)
    Roma, 1999, pp. XI-360
  • Commissioni parlamentari di inchiesta della Camera regia (1862-1874)
    Roma, 1994, pp. XXXII-88

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Il grande fregio di Aristide Sartorio collocato intorno alla cupola della nuova aula del Parlamento
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