Fondo Ernesto Basile (1855-1960)

Descrizione del contenuto

Con la denominazione "fondo Basile " viene indicata la documentazione che nel 2000, provenendo dall'Ufficio tecnico di Montecitorio, è stata trasferita presso l'Archivio storico della Camera dei Deputati con lo scopo di ordinarla e renderla disponibile alla ricerca.
La presenza della documentazione presso l'ufficio tecnico era legata alla necessità di avere sempre disponibile il materiale grafico che riguardava il Palazzo, per poterlo consultare, riprodurre ed eventualmente aggiornare qualora si dovesse procedere a lavori di manutenzione, adeguamenti degli impianti e modifiche degli ambienti in dipendenza di utilizzazioni o destinazioni d'uso diverse.
L'utilizzo della cartografia da parte degli addetti al settore, e la necessità di averla sempre disponibile si rispecchiava nella struttura data all'archivio che in realtà vedeva fondersi due metodologie diverse. Da una parte un ordine che teneva conto soprattutto del tipo di rappresentazione grafica adottato nel produrre la documentazione: planimetrie, piante, prospetti, sezioni, particolari ecc.; l'altra una disposizione che prendeva in considerazione soprattutto il soggetto rappresentato: Aula, Galleria dei passi perduti, Buvette, Ristorante, Ufficio postale ecc., oppure faceva riferimento ad opere specifiche: arredi, opere in ferro e così via. Il tutto affastellato abbastanza casualmente.
Il riordinamento e l'inventariazione ora realizzati si sono invece ispirati al metodo storico che è il principio cardine dell'archivistica e che prevede la puntuale restituzione dell'archivio al suo assetto originario. All'interno dell'impianto che ne è scaturito è stato tuttavia possibile salvaguardare il precedente assetto funzionale e pratico delle carte secondo una collocazione anche fisica per cui esse sono adesso reciprocamente vincolate da un nesso che, in quanto originario, è anche necessario ed indissolubile.
L'indagine preliminare ha intanto messo in luce che la denominazione Fondo Basile deriva da una consuetudine consolidatasi nel tempo ma non rispondente agli effettivi contenuti dell'archivio stesso. Infatti non tutti i materiali già conservati presso l'ufficio ufficio tecnico erano stati prodotti dall'architetto e/o dai suoi collaboratori. Un segmento corposo della documentazione è costituito da altri materiali cartografici riferibili al periodo antecedente al 1902, anno in cui l'incarico per la realizzazione dell'aula parlamentare e l'ampliamento del Palazzo fu formalmente e definitivamente affidato al Basile.
Vi si trovano il rilievo del Poletti del 1855, i disegni dell'aula realizzata dal Comotto nel 1871, una parte degli elaborati preparati dall'architetto Curri per il concorso del 1897 e quelli per l'aula provvisoria costruita in via della Missione nel 1900.
Proseguendo nella ricognizione delle carte secondo criterio rigorosamente cronologico, troviamo a seguire, e cioè per gli anni che vanno dal 1902 al 1928, il fondo Basile vero e proprio. Si tratta degli elaborati realizzati dall'architetto e/o dai suoi collaboratori durante i 26 anni in cui furono impegnati ad espletare l'incarico di adeguamento funzionale ed ampliamento di palazzo Montecitorio. Un terzo ed ultimo segmento è costituito dagli elaborati prodotti a partire dal 1928 in poi per l'aggiornamento impiantistico e tecnologico del fabbricato stesso.
L'insieme documentario fin qui descritto, pur rappresentandone la parte più consistente, non esaurisce la dotazione dell'archivio di cui fanno parte anche materiali di origine diversa che non hanno per oggetto Montecitorio. Si riferiscono, invece, ad altri immobili ubicati in varie aree del territorio nazionale da Firenze a Messina. Anche la collocazione temporale dei disegni esibisce differenziazioni significative. Per una parte di questi materiali non è difficile immaginare le ragioni per cui si trovavano qui collocati. Sono stati, infatti, prodotti da ditte od uffici coincidenti con soggetti a vario titolo coinvolti nei lavori per palazzo Montecitorio; sia perché figuravano tra le imprese appaltatrici, sia perché rappresentavano gli uffici statali incaricati di seguire le opere stesse. In via di massima apparati del Ministero dei lavori pubblici.
Durante il riordinamento si è ritenuto di salvaguardare quanto ci ha consegnato la storia delle carte e contemporaneamente di mettere in luce le necessarie differenziazioni. Pertanto abbiamo suddiviso l'intero fondo in 2 serie distinte.
La prima denominata Palazzo di Montecitorio, raccoglie tutti i materiali inerenti allo stabile omonimo; la seconda denominata Diversi, riguarda i materiali di provenienza spuria.
La serie Montecitorio, cui si è fatto già cenno in precedenza, ha dato luogo alla formazione di 3 fascicoli rispettivamente denominati: Precedenti, Progetto Basile e Adeguamenti successivi. Ogni fascicolo in coerenza con i documenti accolti si suddivide a sua volta in vari sottofascicoli ciascuno dei quali nella maggior parte dei casi, è articolato in sottosottofascicoli che è un termine utilizzato ai sensi del programma informatico FEA, e che corrisponde alla parola inserti secondo la più consolidata nomenclatura archivistica. Per la descrizione dei rispettivi contenuti si rinvia alle specifiche schede introduttive preposte a ciascuna unità.
Venendo ora alla serie Diversi si segnala che questa perviene solo alla suddivisione in sottofascicoli per la cui descrizione si rinvia nuovamente alle schede introduttive.
La ricostruzione di tale struttura ha richiesto un lungo lavoro di analisi, confronto e studio delle singole unità minime ovvero dei sottosottofascicoli. L'assenza quasi totale di date, fatto peraltro alquanto comune per gli archivi di architetti di produzione contemporanea, ha imposto di adottare criteri più sottili per risalire all'ordine originario dei documenti quali la valutazione dei dati intrinseci ed estrinseci di ciascun pezzo, dei titoli, delle scritte, dei rimandi tra gruppi omogenei di disegni, delle vecchie segnature ecc., ivi compresi la tipologia dei supporti, lo stile grafico adottato e così via di seguito.
In particolare per il fascicolo Progetto Basile è stata utile la progressiva familiarizzazione con le metodologie grafiche e perfino con l'uso dei supporti utilizzati sia da parte dal progettista che dai suoi collaboratori. In particolare ricordiamo che era prassi corrente di quella equipe redigere un primo disegno originale su carta da lucido. Da questo veniva ricavata una copia su cui venivano per lo più aggiornati e perfezionati dei dati metrici o rappresentativi. Questa seconda copia dava a sua volta luogo a un ulteriore lucido più curato nella composizione oppure ad una mera riproduzione del medesimo disegno a scopi operativi. Nel qual caso sovente il supporto veniva rinforzato incollandolo su tela, e spesso veniva anche trattato ad acquerelli.

1855-1960

1920 tavole

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